Campioni di vita. Sport, anima, sorrisi, meraviglia. Un weekend che resta nel cuore

Campioni di vita. Sport, anima, sorrisi, meraviglia. Un weekend che resta nel cuore

Marco Caccianiga a Cosenza con i ragazzi della Nazionale italiana C21 Futsal della FISDIR . Una storia non si spiega, si racconta. «È un Fandango di sensazioni che ti colorano dentro; un crescendo di pura gioia»

Una storia si racconta, non si spiega. Questa è la storia dei ragazzi della Nazionale Italiana C21 Futsal della FISDIR, con il Super Mister Gianluca Oldani, in trasferta in terra di Calabria, ospiti del Gruppo CSI Giovanni Paolo II di Marano Principato in provincia di Cosenza.

Che si intreccia con le vicende di Rosaria dell’ “Associazione con Paola”, cuore in battaglia contro il mostro burocrate e con la tenacia di Sergio, determinato e vittorioso nella sua “Terra di Piero”.

La magia del dono

È opportuno mettere ordine, dare consequenzialità ai fatti, come un narratore, un cantastorie di altri tempi, in prestito ad un manipolo di piccoli grandi eroi alla conquista del “nostro” mondo. Perché la vita vera è il loro stupore, la meraviglia che pervade ogni singola azione, il Regno dei Cieli è racchiuso nell’abbraccio che piange affetto ad ogni incontro e in quel “grazie” proferito con la gioia che ti devasta l’anima. Tutto è un dono. Ecco l’arcano incantatore, la magia del dono.

“Campioni di Vita e di Sport”, recita l’evento al quale i neo campioni del mondo in Portogallo sono stati invitati dagli amici del Gruppo CSI calabrese, “una serie di incontri e scambio di esperienze per promuovere l’integrazione tra diversi soggetti e sistemi che si misurano sul versante del Sociale”.

Eccoci. Nel weekend appena trascorso, da venerdì 8 a domenica 10 settembre, alla conquista degli antichi Enotri, con un calendario di iniziative di altissimo valore sportivo e di inclusione, cibo per l’anima.

Il Bof ha sempre ragione

L’inizio è promettente… Aereoporto della Malpensa, attesa all’imbarco. Riccardo, padovano, bomber vero, gioia e grazia, mi confida un segreto: «Marco a me mi hanno detto che non si può portare l’acqua della bottiglia perché non si può».

«Bravo ragazzo, sempre rispetto delle regole» lo conforto.

«Sì, sì, lo so. E io l’acqua non ce l’ho perché ho portato la bottiglia di chinotto».

Mi chiedo chi accompagna chi. Voglio Riccardo. Voglio che sia lui con i suoi compagni a depurarmi, ad accogliermi nella grande bellezza del loro mondo. E, chissà perché…, penso al mio amico Roberto Bof. Vi sono uomini che non devono chiedere mai ed altri che hanno sempre ragione. Lui appartiene al secondo gruppo.

La siccità ha stretto la morsa attorno alla Penisola, non piove da parecchi mesi, incendi hanno raso al suolo ettari ed ettari di territorio, anche in Calabria. Mi sembra normale che la nostra splendida spedizione debba sorvolare l’Aereoporto di Lamezia Terme per 40 minuti abbondanti causa fortissimi temporali sulla città, prima di atterrare. Da vicino nessuno è normale. Non lo siamo noi, non lo è il clima e neppure l’abbraccio di Amedeo, il portierone, perché, mi dice, io sono suo fratello «…e tu vieni a mangiare a casa mia. E ti do anche la torta».

L’accoglienza è degna dei Capi di Stato, gli amici di Marano Principato lo sono di nome e di fatto, ci fanno sentire il loro affetto e coccolano i ragazzi quasi fossero figli.

«Com’è vincere il Mondiale?»

Il Trittico dello Stupore si apre con la visita alla Scuola Calcio U.S. Marano, bambini in libertà, saluti, baci e, soprattutto, dolci.

Comprendiamo subito quale sarà il denominatore comune della tre giorni, un affetto infinito. Il paese è splendido, come la sua gente, una comunità unita, contenuta, la sensibilità delle piccole cose.

Il Centro di Aggregazione Giovanile “C. Baccelli” si veste a festa per ospitare il Convegno che apre, di fatto, la serie di incontri istituzionale previsti. Si parla di Campioni, di vita e di Sport con illustri figure politiche del territorio e i nostri atleti sono il piatto forte della serata, osannati e festeggiati da una sala gremita di autentico entusiasmo per la gioia di Fabrizio Salerno, Presidente CSI Giovanni Paolo II e di Stefano Muraca Delegato Regionale FISDIR Calabria.

Il Mister della Nazionale Gianluca Oldani, molto più che un semplice allenatore per questi ragazzi, rimarca quanto, in realtà, lui sia alunno a fronte di ciò che, quotidianamente, impara. «Come è stato vincere un Campionato del Mondo?» domanda la moderatrice; «È stato più bello passare una settimana con i miei ragazzi». Risposta da Campione del Mondo.

Sarina, donna d’altri tempi

Stanchi ma felici, è tempo di fare il pieno di cibo… E con una simile comitiva non può che essere una festa di pietanze e buon vino. La prima notte passa tranquilla, Marco il terzino mi parla della sua mamma e papà «…che gli voglio tanto ma tanto bene però il nonno perde la dentiera quando mangia le noci e io gli dico che deve mangiare il gelato della nocciola cosi non mastica» e via di questo passo…

L’indomani siamo carichi per affrontare una giornata densa di impegni istituzionali e sportivi. Andiamo a conoscere Rosaria “Sarina” Morrone, responsabile del Centro Diurno “Fratelli Tenuta” gestito dall’Associazione Onlus “Con Paola”.

La struttura funziona a ciclo diurno ed ospita soggetti ambosessi con disabilità psichica, curandone la riabilitazione, il mantenimento delle competenze e l’inserimento sociale.

Sarina è una donna d’altri tempi, volitiva e guerriera. Ci illustra, mentre i nostri atleti fraternizzano con gli ospiti e le operatrici del Centro, la composizione della struttura, ci mostra i locali e ci narra la quotidiana lotta contro l’indifferenza della burocrazia e del malcostume che ha ucciso e bruciato, come i roghi estivi, la sua Calabria e che rende, spesso, un calvario ciò che dovrebbe essere un diritto per i suoi “figli”.

Una donna in trincea che non molla, sorretta dall’aiuto dei volontari e degli amici, che non si piange addosso. Si arrabbia e lotta. Ce ne andiamo amareggiati da un lato, entusiasti dall’altro. Umani come Rosaria ti tengono aggrappati al nostro splendido pianeta, pur, a volte, non meritandolo.

«Ma non è mica Carnevale!»

Via di corsa a pranzo all’Associazione “Casa Nostra” ove l’Arcivescovo di Cosenza si complimenta con i ragazzi, sempre più meravigliati dall’affetto che ricevono e che si conquistano per la loro simpatia e spontaneità. La città è bella e il centro storico caratteristico ed affascinante. Un pullman scoperto, con tanto di menestrello narrrante in costume medievale, ci conduce alla scoperta della città dei sette colli, prediletta da Federico II di Svevia, patria del pensatore Bernardino Telesio.

Il mare di parole che mi conquista è interrotto dalla voce di Davide, centrocampista alla Verratti. «Marco ma ma ma ti posso dire una cosa? Ma ma ma che vestito ha su quel signore? Ma ma ma non è mica Carnevale!». Inutile. Noi umani non potremo mai raggiungere il livello superiore, il Mantra dei nostri angeli custodi. Cultura e Sport, connubio inscindibile.

La partita dei campioni

Eccoci allo stadio del Rende, ove i ragazzi e il Mister vengono premiati prima dell’inizio di Rende-Siracusa , partita di Lega Pro. Sono li che aspetto… So che, prima o poi, qualcuno arriva… Infatti l’altro Marco mi si avvicina… «E e e gli dici a quei signori che dobbiamo giocare prima noi che abbiamo l’aeroplano!». Finalmente è tempo di partita anche per i nostri nazionali. Ci trasferiamo alla Palestra Comunale di Marano Principato per un quadrangolare di Calcio a 5 con ASD Giovanni Paolo II, ASD Nemo e il CUS Femminile Cosenza.

L’impegno è massimo, la concentrazione dei ragazzi sin dal riscaldamento è esemplare. Mister Gianluca ha plasmato un gruppo fenomenale che rispetta alla lettera le indicazioni e i consigli. Dagli spalti gremiti solo applausi e tante lacrime di gioia per i gol siglati, per l’emozione, la passione , il sogno che stiamo vivendo. Premi per tutti, foto di rito e ci dirigiamo in piazza a festeggiare la Santissima Annunziata patrona di Marano.

Ubriachi di entusiasmo

È come nei film. Chiesa addobbata a luci multicolori, gente gioiosa e sorridente, ricami floreali con mercatini e, come cantava Bennato, carte colorate, sguardi sempre ben disposti a dolci ed aranciate.

I ragazzi sono molto più che al settimo cielo. Cantano, si fanno coinvolgere dai paesani con un calore e un affetto inimmaginabile. Frastornati e ubriachi di entusiasmo rientriamo in albergo per l’ultima notte con Mister Gianluca, impegni di lavoro lo richiamano a Milano. La domenica gli atleti della Nazionale Italiana C21 Futsal della FISDIR saranno tutti miei… per la legittima preoccupazione della Prof. Linda Casalini Delegato Regionale FISDIR Lombardia la quale, conoscendomi dai tempi dell’ISEF, immagina perfettamente che saranno i ragazzi a curare me…

La Terra di Piero

«Forza ragazzi, giù dalle brande!». Il tono perentorio della mia voce cavernosa stile Polifemo interrompe alle 8.45 i sogni, certamente a colori, dei ragazzi. Ci ritroviamo in sala mensa per la colazione. «Dunque, cari i miei atleti, oggi sarò sul cassero di poppa e voi i miei marinai. Giornata intensa di navigazione, il nostro veliero farà tappa in molti porti, quindi tutti pronti agli ordini del Capitano Flint!» Sguardi perplessi. Sono certi che sarà difficile controllarmi per bene, li attende un gravoso compito…

Passeggiatina nella città di Cosenza, viale Mazzini è un piccolo gioiello e i ragazzi in tuta della Nazionale Italiana FISDIR si concedono volentieri agli elogi, alle foto, alle strette di mano, agli abbracci dei cosentini che incontrano per strada. Pranziamo con gli amici del CSI Giovanni Paolo II di Marano, ennesima tavola imbandita con nettare degli dei, e, a seguire, ci rechiamo in un luogo magico, incantevole, suggestivo, nato dalla determinazione degli amici dell’Associazione La Terra Di Piero di Sergio Crocco, in memoria di un grande cosentino, Piero Romeo, alfieri sin dal 2011 della lotta al pregiudizio, esempio di amicizia, fratellanza e solidarietà.

Il più grande parco inclusivo

Era una zona degradata, preda di ogni sconcezza. Ora ci troviamo nel Parco Piero Romeo, il più grande Parco Giochi Inclusivo del Sud Italia, un luogo ove tutti i bambini possono giocare insieme, ciascuno secondo le proprie abilità, gli uni accanto agli altri, nessuna differenza, nessun ostacolo.

Sindaco della città, Assessori, giocatori del Rende e del Cosenza ma soprattutto genitori, bambini e i volontari dell’Associazione giocano, scherzano, ballano, salutano, si abbracciano con i nostri ragazzi, regalano gadget, magliette, sorrisi.

È un’emozione pura, ci vorrebbe il pezzo “The Fields, The Sky” del Pat Metheny Group per suggellare un’immagine di mondo ideale, di come dovrebbe essere. E mi sale la malinconia. Perché è solo questione di volontà. Spezzoni di vita scolpiti nel mio cuore. È un Fandango di sensazioni che ti colorano dentro, è un crescendo di pura gioia ciò che ci attende alla sera, in piazza, dopo una pizza tutti insieme.

Tre giorni, una vita

I nostri fratelli e sorelle Angeli Custodi del CSI Giovanni Paolo II di Marano Principato, Fabrizio, Emilio, Alessandra, Giovanni, Umile, Francesco, Cristian, Rosamaria, Rebecca, Francesca, Carmine, Alessia, Maria, Andrea, Benedetto, Marco, Giuseppe, Antonio, Rosaria, Chiara, Gianmarco, Luigi, Anna, Marina, regalano un’ultima, immensa, strabordante gemma.

Al termine del concerto in piazza, i ragazzi salgono sul palco accolti da uno striscione che ci ringrazia. Il pubblico applaude, noi non abbiamo più lacrime. Tre giorni da sogno con amici veri. Il resto scivola. Il ritorno sotto l’ennesimo temporale, l’accoglienza dei genitori, i saluti e gli abbracci.

In auto, nel traffico, chiudo gli occhi. Una parte di noi è rimasta a Marano, un’Isola Che Non C’è, ove Capitan Uncino non esiste, ove puoi combattere, volare, esultare. Il sorriso di questi ragazzi, la semplicità, la purezza. Tre giorni, una vita.

Davide, Riccardo, Marco F., Marco S., Amedeo e il Mister Gianluca, a buon diritto parte di me. «La gente ti dirà dove sono andati, vi diranno dove andare, ma finchè si arriva da soli non sai mai dove alcuni hanno trovato il loro Paradiso». Joni Mitchell è come il Bof, ha sempre ragione.

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