L’unica avversaria della Pro Patria è la Pro Patria
11/11/17-Aurora Pro Patria - Bustese Milano City Fc conf stampa nella foto ,Ivan Javorcic allenatore pro Patria (Foto by Varese Press)

L’unica avversaria della Pro Patria è la Pro Patria

Il punto della Pro Patria di Alan Tonetti

Il primato solitario in classifica della Pro Patria è quanto di più meritato ci possa essere in questo avvio di campionato.

14 giornate, 13 partite con 9 vittorie e 4 pareggi ma soprattutto 3 punti di vantaggio sul Darfo Boario sorpresa del girone; 3 punti di vantaggio, che possono diventare 6 visto che deve ancora riposare, sulla corazzata Rezzato che se dovesse arrivare in seconda posizione a fine campionato vedrebbe la propria stagione come fallimentare.

I tigrotti hanno superato le avversità dettate da una infermeria non affollata ma piena di nomi illustri: i due migliori delle prime giornate erano stati Santana e Disabato, persi entrambi, ma hanno saputo trovare nel tandem Pedone-Gucci, visto che un altro super acquisto estivo come Le Noci era venuto a mancare per diversi turni, una certezza da primato.

Siamo vicini al giro di boa e la certezza ormai è una: l’antagonista principale di questa Pro Patria può solo essere questa Pro Patria. I tigrotti hanno il potenziale per vincere su ogni campo contro ogni avversario, stanno trovando una panchina più lunga su cui poter fare affidamento che nella scorsa stagione era venuta a mancare, hanno in Gucci, quella che dovrebbe essere una riserva a ranghi completi, un attaccante che lavora per la squadra e sa caricarsi i compagni sulle spalle per togliere le castagne dal fuoco e nella difesa, che non viene mai citata perché mai particolarmente in affanno, un reparto funzionale e funzionante, quale che sia l’avversario e il colore della maglia che hanno di fronte.

Ivan Javorcic sta recuperando tutti e tra poco sarà nuovamente chiamato a delle scelte importanti: si possono mandare i vari Gucci e Pedone in panchina dopo quello che hanno fatto nelle ultime settimane? Si può farli coesistere col resto dei giocatori offensivi in rosa? L’importanza della rotazione è chiara, ma avere un’ossatura definita, come lo è stato sin qui, è altrettanto importante. Saranno cambiate le gerarchie?

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