«Questa mentalità porta lontano»
Ferri in cima alla torre biancorossa: il leader difensivo tornerà a Pinerolo

«Questa mentalità porta lontano»

Michele Ferri traccia la rotta: «Il Franco Ossola, e il nostro pubblico, devono essere un punto di forza»

Mancando Michele Ferri, senza tema di smentita il miglior biancorosso in questa prima parte di stagione, squalifica a parte, il Varese ha raccolto quattro punti in due partite tra Borgosesia ed OltrepoVoghera. Attenzione, non vogliamo assolutamente dire che senza di lui il Varese giochi meglio, perché non è vero, però forse la sua assenza ha distribuito le responsabilità sul resto della squadra che, pur senza esprimere un bel gioco, ha messo in cascina quattro punti. Ferri dovrà scontare un’altra giornata di squalifica prima di poter rientrare in campo (a Pinerolo), intanto però il Varese ha ripreso a camminare. Ne parliamo proprio con lui, in attesa di Varese-Bra.

Ferri, che squadra ha visto in queste due partite a Borgosesia e Voghera?


Ho visto soprattutto due prestazioni con l’atteggiamento giusto e con la mentalità giusta. Sono arrivati 4 punti che ci fanno bene, però dobbiamo migliorare sotto certi punti di vista. Sono convinto che con questo atteggiamento si possa andare lontano.

Reputa eccessive le tre giornate di squalifica contro di lei?

Guardando Icardi che ne ha prese due, ed era capitano anche lui come me, pur calciando la palla contro l’arbitro, forse sì, sono tante. Ma a parte gli scherzi, si sa che in queste categorie il giudice sportivo ha la tendenza ad usare la mano pesante. In serie A è un’altra cosa, però alla fine è andata così e non vale nemmeno la pena tornare sull’argomento. Ho sbagliato io a perdere troppo tempo a protestare.

Pensa che, paradossalmente, la squadra si sia sentita più responsabilizzata dalla tua assenza?


Non lo so dire, sinceramente, perché con i se e con i ma non si va lontano. L’unica cosa che posso dire è che noi fin da inizio anno ci stiamo dando dentro, ci stiamo impegnando al massimo. Abbiamo iniziato il 2017 sicuramente in maniera poco positiva, sono d’accordo, però con l’atteggiamento e l’attenzione delle ultime due partite qualcosina in più abbiamo dato. Siamo però tutti consapevoli che sulla gestione della palla e su tante altre cose possiamo ancora migliorare.

Nel 2017 al Franco Ossola avete fatto fatica. Perché?

È vero e ne abbiamo parlato proprio in questi giorni con i ragazzi, fuori casa in effetti abbiamo fatto meglio. I numeri dicono questo, prendiamo pochissimi gol fuori casa, riusciamo quasi sempre a portare a casa il risultato positivo. Sicuramente se vogliamo fare il salto di qualità dobbiamo far sì che il Franco Ossola sia un vantaggio per noi, e non il contrario. Giocare in casa, nella mia esperienza calcistica, è sempre stato un punto di forza e così deve essere anche adesso. I numeri dicono che in casa non abbiamo fatto benissimo, può essere anche vero che alla prima difficoltà si vada in blackout, più di una volta è successo in casa. Dobbiamo migliorare sotto l’aspetto psicologico. Ed il pubblico stesso deve essere un punto di forza, non il contrario.

A Voghera si è vista per la prima volta la difesa a tre: le piace come soluzione?

Ho giocato tanti anni con la difesa a tre, ho coperto tutti e tre i ruoli. Penso sempre che siano solo numeri, puoi trarre dei vantaggi in alcuni tipi di partite e in altre no. Ormai nel calcio moderno un difensore deve sapersi adattare a tutti i ruoli, perché conta l’interpretazione e l’atteggiamento con cui si scende in campo. Mi è capitato spesso anche di iniziare con la difesa a quattro e durante la partita cambiare in corsa per adeguarsi alle caratteristiche degli avversari.

Tranne il Cuneo, la dirette avversarie stanno un po’ rallentando. Può già essere un momento decisivo della stagione?


No, perché anche noi abbiamo avuto tante occasioni per allungare e non le abbiamo mai sfruttate. Siamo lì tutte attaccate e penso che adesso inizi un altro campionato, ci sono dodici partite da giocare e tutte andranno interpretate come delle finali. Ci aspettano partite importanti e dobbiamo restare sempre sul pezzo, andare sempre a duemila all’ora, contro ogni avversario. Soprattutto, però, dobbiamo guardare a noi stessi, non dobbiamo pensare agli altri. Perché questo è un campionato equilibrato e strano, non illudiamoci che sia facile, non lo è. Basta vedere il Chieri che ne ha prese 3 dal Bra, lo stesso Bra arriva da sette risultati utili consecutivi. Sarà dura anche domenica.


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