«Troppa poca qualità. Rifondazione? Dai vivai»
Il mister del Varese Salvatore Iacolino

«Troppa poca qualità. Rifondazione? Dai vivai»

Il punto del mister del Varese Iacolino e del simbolo della Varesina Max Di Caro sull’eliminazione dell’Italia dai Mondiali

La parola ai nostri protagonisti. Per Salvatore Iacolino, mister del Varese, è una questione di qualità: «Eviterei di addossare tutte le colpe all’allenatore. Ha le sue responsabilità, ma non solo lui. Darei più che altro colpa alla poca qualità dei giocatori, secondo me è questo aspetto che ha fatto sì che l’Italia non abbia disputato una buona partita. Poi indubbiamente c’è qualche errore da considerare, però è mancata davvero la qualità dei singoli. In generale questa Nazionale non ha grande talento, per questo non me la sento di dare tutte le colpe a Ventura».

Iacolino punta il dito anche su un sistema di settore giovanile che a suo parere non funziona: «Non sarà nemmeno semplice rifondare, vorrebbe dire stravolgere i vivai che ora sono pieni di stranieri. Credo sia impossibile, però è vero che viene tolto spazio ai nostri talenti, ma il discorso è sempre lo stesso: hai un sacco di stranieri che portano all’inevitabile esclusione dei ragazzi italiani».

Per Salvatore Iacolino, mister del Varese, è quindi una questione di qualità; pensiero condiviso anche da Massimiliano Di Caro, un simbolo della Varesina: «In Italia ci sono pochi talenti. Mancano inventiva e classe perché i ragazzi vengono infarciti di tatticismo e difensivismo, soffocando il talento».

Sul movimento calcistico nazionale: «La mancata qualificazione ai mondiali è stata il fallimento del calcio italiano, ma ora non dobbiamo piangerci addosso. Ci è stata data la possibilità di compiere un rinnovamento profondo, che deve partire dai vivai. Ventura? Non è solo colpa sua. Non è stato messo nelle condizioni di lavorare bene».

Qualche soluzione ci sarebbe: «Innanzitutto è necessario rinnovare i piani alti delle istituzioni. Poi si dovrebbero analizzare gli ultimi 10 anni, perché dal Mondiale 2006 in poi è stato un disastro. Infine occorre eliminare il gradino che c’è tra i Settori Giovanili e le prime squadre. Come fare? Creando le seconde squadre».


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