Accam chiuderà nel 2021. «Non ci sono alternative»

Accam chiuderà nel 2021. «Non ci sono alternative»

L’inceneritore di Busto acceso per altri 5 anni: per il sindaco è l’unica soluzione

Maggioranza compatta in commissione: l’inceneritore Accam rimarrà acceso fino al 2021. Il sindaco Emanuele Antonelli zittisce le critiche: «Solo così sistemiamo i conti per Busto». E attacca il Movimento Cinque Stelle: «Accam da chiudere? Io faccio come Pizzarotti a Parma, che quando si è insediato ha riacceso l’inceneritore».

La nuova data di scadenza dell’impianto Accam è il 31 dicembre 2021, «inderogabile» secondo il documento d’indirizzo varato in commissione ambiente, che dovrà essere approvato in consiglio comunale il 6 ottobre. La seduta è stata, al solito, accesissima, con il Movimento Cinque Stelle che, per voce di Claudia Cerini, ha contestato le cifre del piano industriale presentato settimana scorsa dal Cda di Accam, ma anche la prospettiva di realizzare un impianto per il trattamento dell’umido. «Non vediamo vie d’uscita a questo tunnel, e a questo punto siamo per la chiusura totale - le parole di Cerini - chiudendo, Busto avrebbe 740mila euro di risparmi all’anno per cinque anni, dovendo in cambio pagare un milione per la bonifica e 300mila euro all’anno di penale al gestore Europower. Si fa ricadere sulle tasche dei cittadini la mancata chiusura. E con due impianti per l’umida a un chilometro di distanza uno dall’altro, Accam dovrà portarsi qui i rifiuti da Napoli per stare in piedi». Ma la risposta del sindaco Antonelli è stata molto netta: «Faccio quello che ha fatto Pizzarotti quando ha preso in mano Parma e ha riacceso l’inceneritore - il contrattacco ai grillini - mi chiedo dove andiate a prendere le cifre. In base alle effettive quantità che conferiamo in Accam, la spesa reale in più rispetto alle tariffe di mercato è di 400mila euro. Ma forse si dimentica che il Comune incassa 350mila euro di affitto all’anno da Accam. E quei 50mila euro di negativa differenza si compenseranno gradualmente con la discesa delle tariffe da qui al 2021. A fronte di questo, chiudendo subito Accam, Busto perderebbe due milioni secchi, tra penali, bonifica e ammortamenti. Ecco dov’è il gap. Senza contare che fino all’anno scorso incassavamo 750mila euro di affitto, ed eravamo più che in utile». Antonelli rassicura anche sull’impianto dell’umido: «Di certo, non paghiamo Legnano che ha fatto l’errore di progettare un impianto da sola. Ma oggi sul mercato ci sono 450mila tonnellate di rifiuto umido in cerca di impianti, perciò le due strutture non faranno fatica a stare in piedi». Aprendo una porta per il futuro: «Per ora sistemiamo i conti con questo piano, poi ragioneremo su nuovi piani industriali».


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