Il negozio di vicinato tra “Black Friday” e grandi e-Commerce
Daniele Caifa è il titolare di “24 Watches & Jewels”

Il negozio di vicinato tra “Black Friday” e grandi e-Commerce

«È fondamentale specializzarsi»

BUSTO ARSIZIO - Il negozio di vicinato al tempo del “Black Friday” e di Amazon: «Uno tsunami che dobbiamo cavalcare. Il negozio di vicinato non morirà»

L’esperienza di Daniele Caiafa, orafo e orologiaio, titolare di “24 Watches & Jewels” in via Roma e tra i promotori della novità del Black Friday in qualità di vicepresidente del Comitato commercianti centro cittadino, ma anche dei giovani imprenditori di Confcommercio della provincia di Varese.

«Come altre usanze Usa, il Black Friday è un’onda arrivata sul commercio tradizionale - racconta Caiafa - non possiamo far finta di niente, perché il cliente aspetta questa onda. Il commercio locale non poteva non cogliere l’occasione. Ecco perché le associazioni e l’amministrazione si sono messe insieme, unendo le varie iniziative per attrarre un forte pubblico in città».

Ma il negozio di vicinato è ancora attuale? «So bene, anche per la mia esperienza sull’online, che ben poco possiamo fare nei confronti delle grosse realtà, ma il servizio, la faccia e l’assistenza che mettiamo noi, con le vetrine che illuminano le città, non hanno paragoni rispetto al virtuale».

Lei ha anche un negozio online, la combinazione fisico-virtuale è il futuro? «Bisogna essere preparati, efficienti, e sperimentare molto. Non essere su internet è come avere una vetrina spenta».

Di quest’ultimo non si può fare a meno? «Sono cresciuto in questo settore, la mia famiglia ci lavora da generazioni, da giovane mi scontravo con mio papà che vedeva il computer come il fumo negli occhi. Mi è servito per mantenere la capacità artigianale. Oggi bisogna specializzarsi e trovare una propria dimensione, ma il negozio dev’essere il punto di riferimento per i clienti. Anche dagli Usa arrivano segnali di un ritorno al negozio di vicinato».

Si può avere fiducia? «L’incertezza si supera solo facendo squadra. Non pensare solo a noi stessi ma ragionare con una visione più ampia, per dare più risposte al consumatore che è sempre più esigente. Il servizio, la qualità, il cliente che non è un numero e non va solo alla ricerca del prodotto fine a se stesso ma della ragione per cui acquistarlo».


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