«La KB vuole “ridare” i ricavi? Bene, ci versi mezzo milione»
I migranti ospitati della KB arrivati a Varese per la protesta di settimana scorsa (Foto by Archivio)

«La KB vuole “ridare” i ricavi? Bene, ci versi mezzo milione»

«Li useremmo per i nostri servizi sociali» la provocazione del sindaco Antonelli e di Arabini

«Mezzo milione di euro della KB per i servizi sociali». È la richiesta, provocatoria ma non troppo, che il sindaco Emanuele Antonelli ha fatto recapitare al “patron” della società che gestisce il centro di accoglienza straordinario di via dei Mille, Roberto Garavello, dopo che quest’ultimo aveva dichiarato di essere disponibile a “restituire” a fini sociali una parte consistente del margine di ricavo ottenuto in questi ormai quasi tre anni (il primo “carico” di migranti era sbarcato nell’ex residence dell’Enel alla vigilia di Ferragosto del 2014) di gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio. «Vuole aiutarci? Gli do subito l’Iban del Comune» fa sapere l’assessore all’inclusione sociale Miriam Arabini, che ammette di non aver alcun problema nel gestire le eventuali risorse devolute dalla KB: «Potrei farci di tutto e di più, viste le esigenze crescenti e mai sufficienti del mio settore».

Anche perché «ad oggi - fa sapere l’assessore - in via Roma non sono mai pervenute proposte da parte della KB». Né di sostegno economico diretto, sotto forma di “restituzione” a fini sociali dei ricavi dal business dell’accoglienza, né tanto meno in termini di strutture, visto che in passato si era ventilata la disponibilità di una cessione al Comune dello stabile di via dei Mille. Arabini però raccoglie subito la “provocazione” del sindaco Antonelli, e ci spiega per filo e per segno come utilizzerebbe quei 500mila euro, se davvero il primo cittadino riuscisse a farseli dare da Garavello. «Una somma del genere avrebbe ricadute immediate e concrete sul budget dei servizi sociali - spiega l’assessore alla partita - potremmo abbattere le liste d’attesa per l’accesso ai centri diurni disabili e alle strutture per gli anziani e potremmo rivedere le convenzioni per il trasporto e l’accompagnamento dei disabili nei centri. Ma potremmo anche concentrarci sull’accompagnamento del “Dopo di noi” e su quella fascia critica dei 55-60enni espulsi dal mercato del lavoro, spesso sono piccoli imprenditori, terzisti, costruttori che fanno fatica a riconvertirsi professionalmente, e che vivono il problema della casa e del lavoro». Insomma, sarebbe una vera boccata d’ossigeno per un settore che, fa notare Miriam Arabini, «ha sempre bisogno di risorse, tanto è vero che l’unica variazione di bilancio significativa è stata nei miei capitoli, e non ha visto nessun intervento contrario in aula». Perché «il bisogno non è mai diminuito, anche se si è diversificato».

Quindi il messaggio alla KB è più chiaro che mai: se fanno sul serio sul sociale, le porte di via Roma sono sempre aperte, spalancate. Il sindaco Antonelli è stato ancor più netto: «Aspetto da Garavello una risposta a breve, già entro questa settimana. Ci dica se è davvero interessato a devolvere i suoi ricavi».


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