Le carceri di via Borroni tra passato e futuro

Le carceri di via Borroni tra passato e futuro

Lo storico stabile di Busto Arsizio protagonista di una visita virtuale a Malpensafiere

BUSTO ARSIZIO - Le vecchie carceri di via Borroni tra passato e futuro. A Malpensafiere, al festival della fotografia “Dia sotto le stelle”, debuttano gli innovativi visori 3D per la visita virtuale all’interno dello storico stabile. E l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, fresca di nomina, le visita, fisicamente, in sopralluogo.

Una giornata al centro dei riflettori per le ex carceri ottocentesche di Busto, l’edificio di via Borroni chiuso dal 1984 che continua a suscitare grande interesse con il suo fascino di luogo in cui il tempo si è fermato. Lo staff di Andreella Photo, gli organizzatori del festival della fotografia “Dia sotto le stelle” che si è concluso ieri a Malpensafiere, ha avuto accesso alla struttura per realizzare un reportage fotografico a 360 gradi che ieri pomeriggio, nel corner dedicato alla realtà immersiva del festival, è stato restituito al pubblico attraverso dei visori VR ad alta qualità. «È un luogo simbolo, che con questa iniziativa all’insegna della più avanzata tecnologia segna chiaramente un intreccio tra passato e futuro - sottolinea l’assessore alla promozione del territorio Paola Magugliani, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa di Andreella Photo - questa affascinante immersione, grazie alla realtà virtuale, ci permette di far capire il valore di questo luogo nella memoria della città».

Le vecchie carceri del resto sono talmente richieste, come location per set fotografici e per produzioni video, da suggerire all’assessore alla promozione del territorio di poterle mettere a disposizione, nel loro stato attuale, per degli shooting e delle riprese. «Fino a che non lo ristruttureremo, questo edificio ricco di fascino e di significato potrà essere utilizzato come set» l’idea lanciata dall’assessore. Ma l’ambizioso progetto di recupero il restauro della struttura è ormai in rampa di lancio. A realizzarlo, ci penserà il gruppo Panico, l’impresa titolare del Piano integrato di intervento di Piazza Vittorio Emanuele ormai in dirittura d’arrivo, che nell’ambito della convenzione urbanistica siglata con il Comune si è accollata le spese, circa un milione di euro, per la ristrutturazione delle ex carceri, ormai abbandonate da più di 30 anni, da destinare a spazio culturale.

Il neo-assessore alla cultura Manuela Maffioli, approfittando della felice coincidenza con la visita virtuale organizzata a Malpensafiere, ieri è entrata nelle ex carceri per un sopralluogo: «Sono un gioiello architettonico di cui intendo assolutamente occuparmi, anche per portare avanti il progetto di recupero architettonico, che si inserisce in un progetto anche di messa in sicurezza, salvaguardia e valorizzazione di tutto il complesso, che comprende anche Palazzo Cicogna e la biblioteca, che costituiranno un polo culturale - spiega Maffioli - un’operazione che permetterà anche di sottrarre l’area al degrado. Per questo ho voluto vederle dal vivo e mi sono fatta spiegare cosa prevede il progetto, che ho chiesto di poter visionare a breve».


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