L’ex pizzeria della mafia rinascerà a fini sociali
Arabini: «Tante idee sia per un progetto di housing sociale o un’attività commerciale senza particolari autorizzazioni»

L’ex pizzeria della mafia rinascerà a fini sociali

Il Comune cerca un ente disponibile a ristrutturare l’immobile di via Quintino Sella

L’ex pizzeria della mafia è pronta per rinascere. «Recupero a fini sociali» l’indirizzo dell’assessore all’inclusione sociale Miriam Arabini, che ieri pomeriggio insieme al delegato alle opere pubbliche Alberto Riva ha guidato un gruppo di studenti e docenti delle scuole superiori in sopralluogo all’interno dell’immobile di via Quintino Sella confiscato alla criminalità organizzata e recentemente acquisito al patrimonio comunale.

Settimana prossima verrà pubblicato il bando per l’affidamento della struttura, che dovrà essere riutilizzata per finalità sociali. «Ho tante idee» rivela l’assessore Arabini. «Ma soprattutto ho voglia di dare il via al recupero al più presto possibile, che sia un progetto di housing sociale o un’attività commerciale che non necessiti di particolari autorizzazioni». Sì, perché nell’ex pizzeria “con forno a legna”, come campeggia ancora sull’insegna all’esterno dello stabile, la pizza non si poteva né cucinare né vendere. Nella cantina, da cui si accede dalla corte di via Sella numero 7 - tra l’altro, proprio di fronte all’incrocio con la via del teatro Manzoni dove un simbolo della lotta alla mafia come don Luigi Ciotti ha parlato settimana scorsa - ci sono ancora i segni di una specie di rifugio allestito con materiale di recupero.

Lo stabile, oltre all’ex pizzeria e alla cantina, è composto anche da un paio di appartamenti al piano superiore. L’idea di Palazzo Gilardoni è di trovare un ente o un’associazione che sia disponibile a ristrutturare e prendersi carico dell’intero immobile. Il Comune ha un anno di tempo, dall’affidamento da parte dell’Agenzia per i beni confiscati, per finalizzare la destinazione del bene.

«Siamo vincolati ad un utilizzo per finalità sociali o istituzionali» ricorda l’assessore all’inclusione sociale. Con l’apertura del bando, ci si aspetta che possano arrivare progetti e idee fattibili e sostenibili anche economicamente, così da poter far rinascere un luogo simbolo.

«Ringrazio gli Assessori Riva e Arabini che si sono attivati in prima persona per organizzare la visita - il commento del consigliere comunale del Pd Massimo Brugnone - qualcosa finalmente si muove: adesso il bando tenga conto anche delle proposte che i ragazzi stanno elaborando per ridare alla città quello che la mafia pensava di potergli togliere. Su questo tema non ci possono e non ci devono essere divisioni, spero si proceda avanti compatti verso il riutilizzo anche di tutti gli altri beni presenti in città».


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