Nell’orto un cadavere decapitato. È Marilena?

Nell’orto un cadavere decapitato. È Marilena?

Clericò indica il luogo dove scavare: spuntano resti umani. «Ma non sono stato io ad ucciderla»

CASTELLANZA - Il corpo di Marilena Rosa Re gettato in una fossa e decapitato. I resti umani sono stati ritrovati nella giornata di ieri nell’orto del presunto omicida, il 64enne Vito Clericò. Si tratterebbe del corpo, o almeno di quel che resta della Re. La certezza assoluta arriverà nelle prossime ore quando il Dna estratto nell’orto degli orrori a Garbagnate verrà comparato dai Ris di Parma, ma le probabilità che si tratti della donna scomparsa a luglio da Castellanza sono altissime.

Senza la testa

L’aspetto più agghiacciante del macabro ritrovamento è quello della testa mozzata. L’uomo avrebbe scavato una fossa di una cinquantina di centimetri e ci avrebbe gettato dentro il corpo di Marilena. I resti, rinvenuti sotto un sacchetto di plastica piegati con il tronco e le braccia rivolte verso il confine dell’orto e al di sotto le gambe, sarebbero in stato di avanzata decomposizione, segno presumibile che il corpo potrebbe trovarsi in quella fossa già da parecchie settimane. Forse dal giorno stesso in cui era stata denunciata la scomparsa, lo scorso 30 luglio. E poi il particolare più macabro: a quel cadavere manca la testa.

«Ho nascosto il corpo ma non ho ucciso nessuno, è stato qualcun altro». È il racconto fornito da Clericò, il pensionato di 64 anni di Garbagnate Milanese, accusato dell’omicidio volontario della promoter di Castellanza, agli investigatori. È stato lui stesso ad accompagnarli a quell’orto di sua proprietà. «Ha collaborato – spiega l’avvocato che lo assiste, Daniela D’Emilio – tanto da indicare il luogo nel quale era stato occultato il corpo della signora, ma ha ribadito di non essere stato lui a ucciderla».

L’avvocato non si spinge oltre nei dettagli, ma durante il racconto il presunto omicida avrebbe circostanziato meglio la faccenda. «Non è una persona violenta – dice il legale – a detta dei familiari, molto rispettoso, ma molto riservato. «Hanno già ammesso di aver speso quei soldi che sono comunque meno dei 90 mila euro di cui si parla, ma si stavano adoperando per farli riavere alla signora Re».

Il debito e l’auto

Intanto emergono nuovi dettagli sui rapporti tra la famiglia del Clericò e la promoter. Pare che la donna fosse talmente preoccupata dalla possibilità che il Fisco potesse aggredire il suo patrimonio, per via del debito con Agenzia delle Entrate, da far intestare anche la propria macchina alla moglie di Clericò.

La signora, peraltro, più che altro come atto dovuto è stata iscritta nel registro degli indagati per sequestro di persona, ma è molto probabile che la posizione venga presto archiviata. La donna, infatti, sarebbe totalmente estranea all’omicidio.

Il movente sarebbe di carattere economico: l’uomo avrebbe custodito 90 mila euro di proprietà della Re. Una somma consistente che la promoter di Castellanza avrebbe chiesto di nascondere nel 2014 per paura dell’azione del Fisco, in quanto pare avesse un debito regresso di circa 80 mila euro.

Avrebbe dovuto saldare il debito entro il 30 luglio: cosa che probabilmente avrebbe fatto, ma quando si sarebbe rivolta a Clericò per riavere indietro la cospicua somma in contanti, i soldi si erano volatilizzati. Poi, l’agghiacciante epilogo.

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