Nuovo fuoco su via San Giulio. «Quelle palazzine vanno abbattute»
Le palazzine sono state recentemente sgomberateArchivio

Nuovo fuoco su via San Giulio. «Quelle palazzine vanno abbattute»

L’attacco del consigliere Caputo: «A cosa servono le nuove case Aler?»

CASTELLANZA - Il discorso somiglia molto a un fuoco dentro un camino. Di tanto in tanto si indebolisce, poi si rialimenta. A mettere nuova legna per vivificare la fiamma dell’attenzione sul discorso del futuro delle palazzine di via san Giulio è questa volta Romeo Caputo.

Il consigliere indipendente che siede sui banchi dell’opposizione, al riguardo, è risoluto e taglia via ogni possibile giro di parole: occorre demolirle. Atteggiamento decisamente più radicale rispetto a quello più valutativo e possibilista espresso alcuni giorni da dal primo cittadino Mirella Cerini che non aveva escluso alcuno scenario compresa la riqualificazione.

Lo scenario

«Quelle palazzine dovranno essere demolite – spiega Caputo – e credo che quanto successo alcuni giorni fa ovvero l’ingresso di alcune persone cui ha fatto seguito uno sgombero della polizia locale vada a confermarlo nel modo più pieno: in più allora a che sarebbe servito creare le case Aler alla Madonnina?».

Dunque non vi è alternativa: così come sono , afferma Caputo, tenerle in vita è un elogio dell’inutilità. Certo, fa intendere, l’edificato potrebbe rinascere dalle ceneri del demolito. Ma sotto una pelle e un operatore totalmente diversi. E il punto è proprio questo: chi potrebbe farsi avanti? «Certo – prosegue Caputo – si potrebbe valutare uno scenario di questo tipo, un privato investe, stabilisce un accordo con il Comune da cui potrebbe scaturire, che so io, una quota di appartamenti al Comune e un’altra all’imprenditore che costruisce; si possono valutare anche per esempio alcune agevolazioni per quanto concerne le giovani coppie».

Dibattito caldissimo

Il fatto che la temperatura del comparto edilizio non sia ancora al bello stabile lascia intendere che la fila di chi sarebbe disposto a percorrere questo sentiero, almeno per ora, non sia chilometrica. Il discorso dell’abbattimento o della ristrutturazione non mancherà di scaldare anche i motori del dibattito politico cittadino come del resto ha fatto e a più riprese in tutti questi anni.

Vi è, per ora, un impegno assunto con chiarezza dal primo cittadino ovvero mettere mano al problema in via prioritaria. Quale poi sarà il seguito della storia è risposta che possa detenere al momento soltanto il titolare di una sfera di cristallo. E forse neppure lui.

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