Scritte, sacchi a pelo e cappelli. Chi è l’abusivo dell’ex colonia?
Sacchi a pelo, scritte non casuali e berretti: c’è un abusivo nell’ex colonia?

Scritte, sacchi a pelo e cappelli. Chi è l’abusivo dell’ex colonia?

Oggetti e indizi fanno pensare ad un’occupazione illegale

VARESE - Chi occupa abusivamente la colonia estiva del Campo dei Fiori?

Gli oggetti trovati all’interno fanno pensare che l’immobile, che risale ai primi anni ’20 del secolo scorso, sia frequentato da giovani che vi organizzano dei party. Su una parete, infatti, è stato scritto “toilette”, come se un locale fosse adibito a latrina. In una stanza è stato anche acceso un fuoco.

Altri oggetti, invece, fanno pensare che l’ex colonia sia abitata da senzatetto o da qualche disagiato. Su un muro, infatti, è stato scritto «preti, non dimenticate di pregare per chi è senza casa». Abbandonati a terra si trovano anche sacchi a pelo e un cappello di lana. Sui muri anche altre scritte realizzate da writers.

L’immobile versa in uno stato di degrado avanzato, non ci sono più i vetri delle finestre e parecchi mattoni sono caduti al suolo. Il cancello che porta all’immobile è aperto, la catena tagliata.

Entrare in questi edifici pericolanti è rischioso, chi non ricorda l’incidente mortale che, nel 2015, ha coinvolto il diciottenne Alessandro Giani che è precipitato per sei metri all’interno di una ex cartiera abbandonata lungo il fiume Olona, a Cairate?

Lasciare l’immobile a se stesso rappresenta una perdita anche dal punto di vista artistico. Oltre che costituire una testimonianza storica del ventennio fascista, all’interno della ex colonia si trova una cappella dal tetto azzurro completamente decorata con fregi e dipinti ben conservati.

Il capitello con la lupa è probabilmente già caduto al suolo, rompendosi per sempre. Al suo posto, adesso, c’è un cumolo di pietre.

In tempi recenti sono stati proposti vari progetti per il recupero della colonia, il più significativo è quello del Centro Gulliver di Varese, che in quell’edificio avrebbe voluto inaugurare un’Accademia del Gioco, un luogo usato a scopo sociale ma con una vocazione turistica, non dedicato specificatamente all’infanzia.

L’intenzione di sistemare a dovere la ex colonia e di recuperare la bellezza perduta c’è sempre stata, ma servono parecchi fondi e più passa il tempo più il conto per restaurare l’immobile diventa salato. Nel 2011 si parlava di una concessione edilizia per riqualificare il progetto che è scaduta proprio perché non c’erano i soldi per procedere.

Che ne sarà di quel gioiello arroccato in cima alla montagna? La speranza è che venga fatto qualcosa al più presto per mettere in sicurezza l’edificio.

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