Storie di piazza... Emanuele. Memoria, arte e nuova vita

Storie di piazza... Emanuele. Memoria, arte e nuova vita

Sara Pinto, titolare de “La Brebis Noire”, ha voluto regalare alla città di Busto Arsizio un video

BUSTO ARSIZIO - Piazza Vittorio Emanuele rinasce davvero. «Finalmente. Lo aspettiamo da vent’anni». Ha resistito al lunghissimo cantiere e ora vede la luce, con la Residenza del Conte che si apre alla città e la nuova piazza Vittorio Emanuele che inizia a prendere forma: Sara Pinto, titolare del negozio di abbigliamento “La Brebis Noire” in quell’angolo dell’ex piazza “di Tri Cü” rimasto aperto in questi anni, travagliati, di lavori, ha voluto regalare alla città il video “Storie di piazza tra memoria e arte”.

Tra fotografie d’epoca e alcune opere del pittore Carlo Farioli, tratte dall’ultima cartella litografica (“Ul traslocu dul Munumentu ai Caduti daa Piaza dul Conti”), immagini accompagnate da testimonianze e aneddoti interpretati da Antonio Tosi, “Ul Pedéla” (ricercatore della bustocchità), Tiziano Riverso (vignettista), Antonella Rabolini (storica) e Paolo Torresan (architetto).

Il video, realizzato da SB Production e Icma in collaborazione con Spazio arte Carlo Farioli, è stato presentato ieri alla presenza dell’assessore alla cultura e all’identità Manuela Maffioli, in uno dei locali del nuovo complesso della Residenza del Conte, mentre nella nuova piazza che verrà intitolata a Lucio Flauto la pista di pattinaggio faceva registrare il pienone. Un’idea della commerciante Sara Pinto, che non vede l’ora di rivedere piazza Vittorio Emanuele ai fasti di un tempo. Il completamento dell’opera è previsto per fine maggio, dopo otto anni dal trasloco del Monumento ai Caduti che era simbolo di quella piazza.

«In questi anni ho sofferto abbastanza, per me sarà una gioia veder rinascere piazza Vittorio Emanuele - ammette Sara Pinto - se ne sente la necessità, perché la piazza è ferma, ma proprio ferma immobile, da vent’anni ormai. Ed è un peccato per una piazza così bella».

La sua attività è aperta dal ‘99, ma la convivenza con il maxi-cantiere Soceba non è stata facile: «Abbiamo resistito. Ma con fatica, non poca - aggiunge Sara Pinto - ora speriamo che aprano attività originali e particolari, per rendere questo luogo una “chicca” nel cuore della città, una vera cittadella nella città, particolare e raffinata. Non ho niente contro le catene, che in questo momento possono aprire perché hanno quella solidità che noi piccoli non abbiamo, ma sarebbe stato bello riempire questi spazi con qualcosa che non si trova altrove». L’assessore Manuela Maffioli ricorda che «piazza Vittorio Emanuele è una parte importante della storia della città, che non si affaccerà solo sul nuovo complesso residenziale ma anche sul nuovo polo culturale, che sarà il centro nevralgico e il cuore che pulsa delle attività culturali della città».


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