Tracce di sedativo nella salma di Luciano Guerra. Un’altra vittima?
Nei resti di Guerra, suocero della Taroni, tracce di Midazolam: un sedativo escluso dal suo percorso terapeutico

Tracce di sedativo nella salma di Luciano Guerra. Un’altra vittima?

Ieri a Busto l’incidente probatorio sull’autopsia del suocero della Taroni. Aumentano i sospetti

Saronno - Sempre più sospetta la morte di Luciano Guerra, il suocero di Laura Taroni, deceduto il 20 ottobre del 2013 dopo un ricovero lampo all’interno del reparto di medicina dell’ospedale di Saronno. E intanto l’inchiesta sulle morti sospette si allarga ulteriormente.

Ieri, in tribunale a Busto Arsizio era in programma l’incidente probatorio sulla perizia dell’esame autoptico del corpo riesumato di Guerra. Sono emerse tracce di un ansiolitico e sedativo, il Midazolam. Residui ritrovati nel fegato e nei reni di Guerra. Una scoperta che potrebbe significare tutto, ma anche il suo contrario, visto che i periti, considerando la grande quantità di tempo trascorsa dal decesso, non sono riusciti a definire con esattezza le quantità e le percentuali di sostanza che l’uomo aveva in corpo. Ci sono, tuttavia, due aspetti che forse val la pena sottolineare.

Dal mese di ottobre del 2013, data di sepoltura di Luciano Guerra, sono trascorsi ben 4 anni, ma nonostante ciò le tracce del farmaco sono state individuate. In seconda battuta c’è da evidenziare che il farmaco rintracciato pare non facesse parte del suo percorso terapeutico. Ipotesi delle quali potrebbero discutere le parti anche in fase dibattimentale.

La presenza del Midazolam è stata confermata sia dalla Procura di Busto Arsizio, sia dal legale che assiste il principale indagato nell’inchiesta “Angeli e Demoni”, Leonardo Cazzaniga, l’avvocato del Foro di Brescia, Ennio Buffoli. L’inchiesta si sta facendo sempre più articolata e complessa. La morte di Luciano Guerra rientra nel secondo filone processuale per il quale nei prossimi giorni dovrebbe essere notificato l’avviso di chiusura delle indagini.

Dopodiché, una ventina di giorni più tardi, dovrebbe arrivare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Busto Arsizio, rappresentata dal Procuratore Capo, Gianluigi Fontana e dalla titolare del fascicolo, Maria Cristina Ria. In questo “troncone” i due indagati, Leonardo Cazzaniga, vice primario dell’ospedale di Saronno e l’amante Laura Taroni, devono rispondere di omicidio volontario in concorso per la morte sospetta della madre Maria Rita Clerici e del suocero Luciano Guerra.

Secondo l’accusa i due anziani sarebbero stati sottoposti a una somministrazione di farmaci il cui dosaggio sarebbe risultato letale. Lo scorso mese di febbraio la Taroni è stata interrogata dalla Procura e ha fornito la propria versione dei fatti rispetto al decesso della madre e del suocero.

Aveva ripercorso le ultime ore di vita dell’uno e dell’altro, scaricando molte delle responsabilità di quanto accaduto al Cazzaniga.

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