Una tavolata di 250 persone. Proprio come nel Rinascimento
La cena rinascimentale in via Cavour (Foto by Varese Press)

Una tavolata di 250 persone. Proprio come nel Rinascimento

Grande successo per la cena allestita in via Cavour a Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO - Una lunga tavolata in via Cavour per 220 commensali: è grande successo per la cena rinascimentale. «Vorremmo rifarla ogni anno - promette il sindaco Emanuele Antonelli - è una delle iniziative che mettiamo in campo per tenere i bustocchi a Busto Arsizio. Non vogliamo che per divertirsi debbano spostarsi a Legnano e Gallarate».

L’iniziativa, organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Distretto urbano del Commercio, l’Enaip di Busto Arsizio e il panificio Marmonti di via Cavour, rientra nel calendario delle celebrazioni per i 500 anni dalla posa della prima pietra del Santuario di Santa Maria di Piazza. Programmata inizialmente sabato 6 maggio, nel bel mezzo delle due settimane di festeggiamenti ufficiali a cura del Comune e del Decanato, era stata rimandata a causa del maltempo e delle basse temperature. Un rinvio che non ha scoraggiato i 220 partecipanti che si erano prenotati, anzi. Ieri sulle tavolate posizionate al centro della via Cavour, la strada pedonale che collega le due piazze principali della città, piazza Santa Maria e piazza San Giovanni e che l’amministrazione sta provando a rilanciare dal punto di vista commerciale, si sono radunate oltre 240 persone.

A servirle, gli alunni dell’indirizzo ristorazione e pasticceria dell’Enaip di Beata Giuliana: una quarantina in tutto quello coinvolti insieme ai docenti, ringraziati con un grande applauso lanciato dal sindaco. «Un grande successo” sottolinea con orgoglio l’assessore alla cultura Paola Magugliani, vera regista delle celebrazioni. L’ambientazione, con le lunghe tavolate in legno con le panche e i piatti in foglie di palma, le fiaccole per illuminare la via con i lampioni spenti per l’occasione, e il menu in tipico stile rinascimentale (con piatti saporiti e ricercati, dalla salviata alla herbolada de maio, dalla bisaccia cacio e porri al pollo finocchiato), ha tuffato gli ospiti direttamente nel clima del 1517, anno di avvio dell’edificazione del Santuario. Suggestivo. «A noi Busto piace così» il commento “social” del vicesindaco Stefano Ferrario, accompagnato come sempre dallo hashtag “il bello di vivere a Busto”. Difficile dargli torto, in queste occasioni. E il sindaco annuncia: «Vorremo rifarla ogni anno. Perché vogliamo che i bustocchi rimangano a Busto per divertirsi e svagarsi».

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