In viaggio con il grande poeta Ezra Pound. Esce l’inedito “degli albori” di Piero Chiara
Luigi Mascheroni e Cristina Toffolo De Piante.

In viaggio con il grande poeta Ezra Pound. Esce l’inedito “degli albori” di Piero Chiara

La storia dell’autore luinese è stata pubblicata dalla De Piante Editore, nuova realtà culturale

È “Tempo di libri” a Milano, la prima fiera dell’editoria italiana e, tra migliaia di “libri degli altri”, ai lettori più attenti e più sensibili non sarà sfuggita una piccola e grande rivoluzione editoriale, fresca di stampa, che va sotto il nome di “De Piante” e il simbolo stilizzato di un albero.

In ossequio al famoso motto alessandrino “mega biblìon mega kakòn”, un grande libro equivale ad un grande male, la De Piante Editore vuole pubblicare pochi libri, solo trecento e numerati, e di poche pagine, solo trenta al massimo, ma raffinatissimi.

«È una casa editrice che vuole essere per pochi senza essere elitaria, ambiziosa senza essere arrogante, elegante senza essere vistosa – ci spiega Luigi Mascheroni, redattore de Il Giornale nonché editore, insieme all’imprenditrice Cristina Toffolo De Piante e al giornalista Angelo Crespi della De Piante Editore – e si pone come una nuova casa editrice con un progetto editoriale al di fuori e al di là dei percorsi comuni: un libro prezioso dal punto di vista editoriale e tipografico, su carta cotone della Cartiera Amatruda, rilegato a mano, con testi di alto valore letterario: soltanto autori italiani, come italiano è il nome della casa editrice, italiana la carta, italiano il carattere, italiani gli inchiostri, e tutta italiana l’eleganza del prodotto, con un elemento distintivo, sulla sovra copertina: un’opera disegnata appositamente da un artista. La De Piante vuole avere una forte specializzazione nell’ambito letterario e artistico: prose d’arte, elzeviri, lettere, poesie, brevi saggi storico - critici».

E una casa editrice, lombarda, ma che guarda al mercato dei bibliofili di tutto il mondo: «la De Piante è nata a Milano ma in realtà è molto lombarda e anche un po’ varesotta, perché io e Angelo Crespi siamo di Busto Arsizio, anche se lavoriamo a Milano, mentre Cristina Toffolo De Piante è toscana ma vive a Cislago e presto a Busto Arsizio avremo la nostra nuova sede prestigiosa, anche se tutti possono acquistare i nostri libri, direttamente dal sito: www.depianteditore.it».

E lombardo è anche l’ultimo autore pubblicato – dopo il ligure Eugenio Montale con «Non posseggo nemmeno una Divina Commedia e il binomio Fruttero & Lucentini di “Modesta proposta per quattro trame eversive” e presentato a “Tempo di Libri»: Piero Chiara, a poco più di trent’anni dalla morte, avvenuta il 31 dicembre 1986. Un nuovo inedito dello scrittore luinese: “Viaggio con Ezra Pound”, un racconto scritto a mano in un quaderno di scuola e trascritto dal fedele erede e curatore dell’opera, Federico Roncoroni.

Non c’è il Caffè Clerici di Luino, né il vecchio casino di Mamma Rosa del “Piatto piange”, ma c’è un lago, stavolta quello di Garda, in tempesta, che “s’inazzurra” come direbbe Luciana Guatelli, amica dello scrittore luinese e un albergo a Limone che sembra ristorare l’amico Vanni Scheiwiller.

«È un racconto degli anni Sessanta, quando Chiara non era ancora famoso, una pagina di diario in cui racconta il viaggio con Ezra Pound e l’editore Scheiwiller. Nell’inverno del 1960 Piero Chiara, accompagnato dall’amico Vanni Scheiwiller, “un re shakespeariano colpito dal destino” – che “guidò l’impresa” – scarrozzò Ezra Pound dal suo eremo, Brunnenburg, sopra Merano, fino al capoluogo lombardo. Un insolito trio intellettuale accomodato dentro la stessa macchina mentre Chiara, silenziosissimo spettatore alla guida, puro osservatore partecipa ad un viaggio destinato a entrare di diritto nella storia della letteratura. Il ricordo di quel “Viaggio con Ezra Pound”, narrato da un Chiara all’epoca autore pressoché sconosciuto, è rimasto parcheggiato per 57 anni, appuntato su di piccolo quaderno di scuola».

De Piante come Scheiwiller?

«Scheiwiller è un punto di riferimento per qualsiasi editore che punti alla qualità, per l’eleganza e la raffinatezza, per noi è un faro, verso cui puntare come traguardo».

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