La comicità de I Legnanesi apre il festival. E a breve uno spettacolo in omaggio a Totò
I Legnanesi (Foto by Archivio)

La comicità de I Legnanesi apre il festival. E a breve uno spettacolo in omaggio a Totò

La celebre compagnia darà il via alla kermesse delle Terre Insubri con “Viaggiando con noi”

“La Teresa” lancia il festival del Teatro, della Musica e della Comicità delle Terre Insubri e già pensa a Totò.

I Legnanesi con “Viaggiando con noi” aprono, questa sera, il cartellone della kermesse che spazia tra differenti generi: musica, cabaret, teatro comico di strada e teatro canzone.

Alle 21, piazzale Giovanni XXIII a Canzo in provincia di Como ospita il ritorno della storica compagnia dialettale con lo spettacolo che sta riscuotendo enorme successo.

«Questa è stata un’annata davvero sorprendente» dice Antonio Provasio, che sul palco veste gli irriverenti panni de “La Teresa”.

Solo nel capoluogo meneghino, infatti, hanno portato a teatro 56mila persone, ma chiuderanno l’anno con un totale di ben 160mila presenze.

«Ogni volta mi stupisco dell’affetto e del seguito del pubblico. A teatro con “I Colombo viaggiatori” abbiamo segnato una stagione da incorniciare, aggiungendo anche date nuove alla tournèe».

Un riscontro che travalica i confini regionali.

«Al Nazionale di Milano abbiamo sempre ottimi risultati, ma è andata molto bene anche altrove, ad esempio al Duse di Bologna, dove non avevamo mai recitato prima e abbiamo trovato ad accoglierci più di 900 persone a sera».

Traguardi che sono ben difficili da raggiungere nel mondo del teatro, a maggior ragione in anni di crisi come quelli che stiamo vivendo.

«Si vede che I legnanesi aiutano a sopportare e in un certo senso a superare la crisi» chiosa Antonio con un sorriso.

«Credo che il pubblico sappia bene oramai che la nostra è una comicità semplice, diretta e non volgare. Non trattiamo di politica, perché la gente è stufa di sentirne parlare. E poi ci sono i cabarettisti che già lo fanno egregiamente. Sanno che diamo voce all’attualità con la visione di una comune famiglia proletaria, ma nel segno della positività. Ogni nuovo spettacolo ha al centro una tematica importante che però trattiamo con leggerezza, attenzione e ironia. Questa volta l’argomento è l’adozione a distanza».

Teresa, Giovanni e Mabilia, insieme a tutta la compagnia del cortile lombardo che da 70 anni diverte il pubblico, incontreranno il bimbo che decenni prima avevano adottato in Brasile.

Non mancheranno, come di consueto equivoci, balli super colorati e massime popolari, in un travolgente connubio tra novità e tradizione.

«Siamo sempre attuali, perché le problematiche dei “pover crist” sono sempre le stesse. La compagnia è nata nel 1949 e allora come oggi si attraversa una crisi economica, i genitori si preoccupano dei figli e se son femmine anche di chi sposano. Le preoccupazioni sono le stesse, forse peggiori. Il segreto de I Legnanesi è di portare tutto in chiave comica, cercando di far passare due ore in allegria».

Questa sera il pubblico avrà un assaggio della compagnia “outdoor”.

«In teatro siamo molto più ligi al copione. La rivista ha dei tempi precisi e bisogna rispettarli. Quando siamo in piazza, invece, ci divertiamo tanto perché si amplifica la sensazione del “live”».

«Si crea una grande sinergia con gli spettatori e confesso che per noi, tra divertimento e improvvisazioni, è una bella valvola di sfogo».

Provasio è convinto del valore unico di festival come quello del Teatro, della Musica e della Comicità.

«Mi auguro che prosegua a lungo per il valore culturale, ma anche per dare l’occasione di assistere agli spettacoli a tante persone che non riescono ad andare a teatro. Quando abbiamo ricreato la compagnia avevamo proprio in mente di far capire di nuovo lo spirito dei cortili, l’importanza e la voglia di stare insieme e condividere».

Un moto dell’animo che potrebbe essere il segreto della longevità della compagnia stessa.

«Dico sempre che il nostro rapporto è ottimo perché non ci sono donne – ride – Se anche ci scanniamo a parole, poi finisce lì e ci si riappacifica senza rancori. Con Gigi ed Enrico (rispettivamente Luigi Campisi “il Giuan” ed Enrico Dalceri “la Mabilia”) l’intesa ormai è incredibile. Scherzando, ma non troppo dico che vedo più loro della mia famiglia. Facendo 140 date all’anno siamo insieme quasi un giorno su due. Da un paio d’anni, ad agosto, passo persino le ferie col Giuan: ormai siamo una grande famiglia».

Mentre vanno in scena gli spettacoli estivi, la nuova rivista prende già forma e Antonio Provasio racconta qualche anticipazione.

«Sono in fase di scrittura, ma so già il titolo che omaggerà la grande maschera comica di Totò, a 50 anni dalla morte: “Signori si nasce.. e noi?”. Nel finale del primo tempo lavoreremo sulla napoletanità e penso ad una versione di “Malafemmina” in dialetto milanese»

Per informazioni: www.nonsoloturismo.net.


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