Un altro binario per i Trenincorsa. Nuovo progetto ma stesso folk

Un altro binario per i Trenincorsa. Nuovo progetto ma stesso folk

Due membri del gruppo lasciano «senza rancori». Ora via all’esperienza del Folkclub

Pausa di riflessione per i Trenincorsa: è il tempo per ricaricare energie ed entusiasmo dopo le defezioni e per il nuovo progetto del Folklub.

«Claudio e Simone sono usciti dal gruppo» come ha annunciato Matteo Carassini, frontman della band luinese, in attività da 16 anni che lo scorso anno ha dato alle stampe il settimo album “Barba e capelli”, prodotto da Davide Civaschi, in arte “Cesareo” degli Elio e le Storie Tese. Un colpo duro anche se si sono lasciati senza liti o rancori, quindi «nessun timore o muso lungo, solo un po’ di pazienza e comprensione, la voglia di rivedere il pubblico saltare, ballare, cantare, commuoversi, ridere e gridare sulle nostre canzoni è immensa, ma vogliamo garantire il meglio che possiamo, come sempre». Per ragioni diverse il chitarrista Noseda e il tastierista Jovenitti «hanno deciso di terminare il loro viaggio con i Trenincorsa, senza scontri o litigi, ognuno con i suoi validi motivi. Claudio è con noi dall’inizio e ha una sua vita e due figli. Simone è giovane e si è appena laureato. Era arrivato per ultimo, ma lavoravamo insieme ormai da due anni compreso l’ultimo disco».

Nuove sonorità

Nonostante la tristezza la band onorerà gli impegni già presi come il concerto del 20 agosto alla Festa della Birra di Bodio Lomnago. «Proporremo una versione acustica. Cambiando l’assetto del gruppo, si modificano le sonorità per molti pezzi. Anche per questo motivo è meglio approfittare per fare una pausa». L’occasione per fermarsi dopo tanti girare e tanti impegni non se la sono fatta sfuggire.

«Abbiamo preso la palla al balzo. Dopo anni senza mai fermarci sentiamo l’esigenza di una pausa. Una sosta pensata e programmata, che sia utile e che faccia parte della nostra avventura. È una cosa che non abbiamo mai fatto prima. Ci riposiamo, ricarichiamo la voglia di suonare insieme e ci riorganizziamo. Già durante le prove di questi giorni non manchiamo di chiacchierare e pensare al futuro. Ci prendiamo il tempo per non fare le troppo in fretta o peggio». È il momento in cui diventa naturale fare un bilancio.

«Non nascondo di aver valutato anche l’eventualità di non continuare. Se ci si lascia prendere dalla tristezza, emergono le aspettative non appagate e colpiscono le delusioni. Bisogna, invece, pensare alla crescita che è stata molta e alle soddisfazioni che spesso si danno per scontate. Nel tempo a disposizione ho pensato anche di finire dignitosamente questa avventura, come è normale, però mi scoccia per tutto quello che in tanti anni abbiamo messo insieme. C’è ancora tanto da dare. Realizzando un album è normale scremare il proprio lavoro e tenere da parte del materiale valido. Riguardandolo mi sono venute tante idee nuove che hanno un ottimo potenziale».

«Fermo non so stare»

I Trenincorsa, in quanto tali, fermi non restano. «Sto partecipando a un progetto, proprio perché fermo non so stare. Si chiama Folklub e ho coinvolto anche Giovanni e Ilario». Dall’esperienza dei grandi nomi del folk Italiano ha preso vita una nuova e varia formazione.

«Abbiamo già suonato insieme un paio di volte in Emilia Romagna e saremo sopra Luino a settembre. Ne fanno parte artisti che hanno suonato con Van De Sfroos o i Modena City Ramblers. Mano a mano cercheremo di allargare il bacino di musicisti, perché, avendo tutti impegni con altri gruppi, ci possa sempre essere una formazione di turno che conosca la scaletta. Ognuno potrà partecipare a questo omaggio al folk. Il repertorio consiste nei grandi classici della canzone popolare nostrana, alcune hit i grandi cantautori italiani riarrangiati e infine il grande folk internazionale con particolare attenzione a quello irlandese. Portiamo in giro anche due o tre pezzi dei Trenincorsa».

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