Un “vocale” e una fuga ai piedi del Vesuvio. I Legnanesi tornano a Varese e fanno il botto

Un “vocale” e una fuga ai piedi del Vesuvio. I Legnanesi tornano a Varese e fanno il botto

La storica compagnia dialettale da giovedì a domenica sarà all’Openjobmetis con “Signori si nasce… E noi?”

Guai in casa Colombo: il “Giuan” si prende una sbandata e i Legnanesi tornano a Varese con un clamoroso successo annunciato.

Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi, con la mitica compagnia dialettale ormai celebre in tutta Italia, saranno protagonisti assoluti di “Signori si nasce… E noi?” dal giovedì fino a domenica, sulle assi del teatro Openjobmetis di piazza Repubblica a Varese.

La Teresa che “il triangolo no, non l’aveva considerato” si ritroverà, suo malgrado, al centro di una vera e propria soap-opera col marito fuggiasco e la povera figlia, Mabilia, in panico nel disperato tentativo di riappacificarli. La nuova “rivista” ha appena debuttato con grande successo a Cassano Magnago.

Galeotta fu la tecnologia

«Lo spettacolo funziona - racconta Provasio - e siamo stracontenti del prodotto finale. Già con Felice Musazzi (cofondatore della storica compagnia) partivamo da Cassano perché ci ha sempre ospitato e portato bene. Anche in questo modo abbiamo voluto mantenere le nostre radici. Credo in queste cose».

Per Varese le vendite sono andate benissimo e restano disponibili dai 40 ai 100 a replica. Questa volta la storia non è il collage di diversi episodi, ma una vicenda unica che parte da un avvenimento che parrebbe impossibile: il tradimento del Giuan.

«Lui si infatua di questa ereditiera napoletana e decide di lasciare la moglie con questa frase “Non mi piaci più”. Scappa a Napoli con l’altra, la marchesa, ma la Teresa che è innamorata del suo Giovanni va a riprenderselo».

L’obiettivo è quello di stare sempre la passo coi tempi. «Cerco sempre di indagare temi d’attualità. Abbiamo toccato situazioni comuni nel nostro Paese, dalle separazioni ai divorzi. Purtroppo tante famiglie vanno a finire così e anche i Colombo ci passano per colpa di un telefonino». È stata infatti la tecnologia a mettere nei guai il fedifrago. «Teresa trova un messaggio vocale e scopre il tradimento», proprio come accade in “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese.

«Lo spunto me l’ha dato proprio quel meraviglioso film. La maggior parte delle separazioni arrivano da questo maledetto “scatolino”». L’impronta de I Legnanesi è sempre garantita. «La gente che viene a vederci, lo dico ogni volta, si deve divertire, essere serena e tranquilla. Dobbiamo trovare il lato buono anche in un momento difficile. E cerchiamo di farlo pure in questa situazione e infatti, nel finale, quando i Colombo escono sul proscenio, parliamo proprio di positività. La Teresa sottolinea che “le cose più belle non si comprano coi i soldi”».

L’ultimo baluardo

La vicenda si concluderà ai piedi del Vesuvio. «Nello spettacolo, dal titolo a “malafemmena” come colonna sonora, c’è molta napoletanità perché abbiamo voluto dedicarlo, a 50 anni dalla scomparsa, ad Antonio De Curtis, per omaggiare la maschera di Totò». La tournèe farà tappa dall’Emilia Romagna al Friuli fino a Milano, dove saranno di scena per due mesi al teatro della Luna di Milano.

«Faremo una media di 130 date anche quest’anno e abbiamo dovuto dire dei “no” che ci sono dispiaciuti, ma ci rifaremo alla prossima stagione. Le prevendite al teatro della Luna - novità del 2018 - ci stanno strabiliando, stanno andando meglio dello scorso anno al Nazionale».

Teresa, Giovanni e Mabilia sono ormai «diventati tre maschere lombarde. Mi auguro di portarle avanti, finchè Dio ci darà la forza di farlo, con loro questa cultura e tradizione della parlata lombarda della quale ormai siamo gli ultimi baluardi».

Per uscire ogni tanto da panni della Teresa – impegni de I Legnanesi permettendo -, Antonio Provasio, in parallelo, porta avanti un piccolo progetto personale che gli sta dando grandi soddisfazioni.

«Ho debuttato un po’ per gioco, all’ultimo dell’anno, con “Si stava meglio, quando si stava peggio”, in cui racconto un po’ la storia della televisione da quando ho iniziato a viverla negli Anni 60 ad oggi, con evoluzione ed involuzione del mezzo». E proprio sabato sera, subito dopo Varese, sarà a Fengrò, dove c’è ancora qualche posto disponibile, col suo show.


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