Follie, viaggi e la loro Napoli. Fede ’n’ Marlen al Twiggy

Follie, viaggi e la loro Napoli. Fede ’n’ Marlen al Twiggy

Domani il duo partenopeo sarà a Varese in via De Cristoforis con “Mandorle”, il primo album ufficiale

Fede ’n’ Marlen portano le loro “Mandorle” al Twiggy e con fisarmonica e chitarra. Domani alle 21.30 con ingresso libero, Federica Ottombrino e Marilena Vitale saranno ospiti del locale di via De Cristoforis 5.

Le due cantautrici - nuovo “caso” della musica partenopea - scrivono di follie, di rinascite, di essenza e di ciò che si può imparare dagli ultimi come dalla natura. «Ci siamo conosciute a Napoli nei primi anni dell’università, ma ci siamo incontrate vari anni più tardi quando eravamo pronte per riconoscerci – spiegano - Abbiamo attraversato poche fasi differenti prima di decidere di voler parlare insieme con lo stesso linguaggio e la stessa musica». Nel 2013 sono diventate un originale duo che con testi mai banali tesse una fitta trama di pensieri legati ai tormenti e agli entusiasmi dell’animo umano.

Influenze stagionali

Nel bagaglio di influenze sonore e formazione musicale delle due artiste ci sono Caetano Veloso e Adriana Calcanhotto, la musica d’autore, l’antica e saggia canzone napoletana, l’amore per gli strumenti acustici e tradizionali, la voglia di parlare ad un mondo che sembra sfuggire alla teoria dell’amore, della bellezza delle cose, della passione per la vita.

«Le influenze musicali forse si chiamano così perché sono stagionali. È proprio come un’influenza, ti prende in petto e ne sei vittima, comincia a far parte di te e prende tutte le membra. Poi passa e te ne prendi un’altra. Il cantautorato in genere ci appassiona ma anche la world music, la musica che parla al posto del suo popolo». Hanno all’attivo un Ep di successo, “Stalattiti”, e il loro primo album ufficiale “Mandorle”, entrambi alla seconda ristampa.

L’ultimo lavoro è fatto di dodici i brani, il cui titolo rimanda all’unione di due mondi. La forma del frutto disegnata in copertina, infatti, disegna un abbraccio, simbolo di due metà che si uniscono, con un guscio che sembra custodire il seme dell’incontro. Un’immagine che riflette appieno il loro modo di lavorare: «Noi scriviamo separatamente, ognuna musica e testo. Poi ci lavoriamo insieme, ci diamo consigli, idee. Proviamo a regalarci le nostre canzoni come fossero embrioni che poi insieme diventano grandi».

Una gavetta importante

Viaggi in camper, incontri e scoperte hanno rappresentato le tappe di uno stravagante percorso divenuto un dialogo artistico e umano sempre più ricco tra le due cantautrici che hanno alle spalle più di 350 concerti in tutta Italia, aperture sui palchi di Levante, Cristina Donà, Nada, Lucariello, Ciro Tuzzi, Benvegnù o Francesco Di Bella, oltre all’esperienza sanremese insieme a Red Ronnie. I live le hanno portate a condividere il palco con Brunella Selo, Maria Nazionale, Tommaso Primo e Alessio Arena.

La coppia di cantautrici è, oggi, una rarità come fenomeno al femminile nella musica napoletana: «L’ambiente musicale è un luogo molto maschilista ma il pubblico non lo è, ed essere donne, a volte, ti fornisce un vantaggio di curiosità maggiore».


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