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Besnate Liberi Monica Di Marzio e Gabriele Mazzucchelli: il gip Chiara Venturi ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dai due difensori Cesare Cicorella e Tiberio Massironi. Il provvedimento, già esecutivo da ieri mattina, impone ai due indagati soltanto l’obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria. Dopo l’arresto i due avevano passato circa una settimana in carcere: quindi era arrivata la riduzione della misura detentiva “derubricata” ai domiciliari. Da ieri è cessata anche quest’ultima imposizione con parere positivo del pm titolare dell’inchiesta Roberto Pirro accolto dal gip.
E proprio dopo questa notizia l’avvocato Massironi ha voluto scrivere una lettera aperta al suo assisitito, Gabriele Mazzucchelli. Parole sentite, dopo fiumi di inchiostro sulla vicenda, «per porre un freno a quell’inarrestabile tensione». «Caro Mazzucchelli, abbiamo avuto modo di riflette insieme», recita la missiva, «di quell’attimo di altissima tensione che l’ha determinata a commettere, con altri, un gesto che non ha e non deve avere alcuna giustificazione». «Ne è seguito un suo sincero e profondo pentimento esternato anche agli inquirenti», continua Massironi, «Questo significa essere uomini, con se stessi e con chi le vuole bene». «Purtroppo, altri pensano che tutta questa vicenda abbia un senso soltanto in quel momento di "lucida follia"», analizza Massironi, «Se sapessero, per dirne una, che, sin da subito, per quel fatto assurdo, erano stati indicati almeno quattro mandanti, e che "comunque il mandante morale" doveva individuarsi in chi aveva compiti di controllo, allora capirebbero meglio».
Di Marzio e Mazzucchelli sono accusati di essere i mandanti dell’aggressione ai danni di Domenico Tucci, funzionario responsabile dell’ufficio tecnico di Besnate, avvenuta il 18 luglio 2008. Nessuno dei due ha però mai avuto intenzione di uccidere o ferire il funzionario pubblico. Entrambi hanno ammesso di avere dei motivi di astio nei suoi confronti e di aver pensato ad una lezione: al massimo un paio di schiaffi. Ma Luca Coluccelli, assoldato con Marco Grani, si è fatto prendere la mano: davanti a un Tucci capace di reagire, avrebbe perso la testa afferrando un pezzo di metallo e ferendo il funzionario ad una gamba. L’accusa di Coluccelli (tentato omicidio in concorso con gli altri indagati) è tra l’altro già stata derubricata a lesioni dal tribunale del Riesame di Milano. Resta però in carcere.
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