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Rizzi assolve il commesso di Arsago
"Dovremmo prendere esempio da lui"
Arsago Seprio Fabio Rossi, senatore del Carroccio duro e puro, da sempre si dichiara dalla parte di Abele. E il caso di Alberto Vaiani, il commesso di 41 anni indagato per omicidio volontario dopo aver sventato una rapina, lo ha colpito. E poco importa che il fatto sia accaduto a Masserano, il Comune in provincia di Biella dove Vaiani lavora in un supermercato. Il parlamentare, che è anche sindaco di Besozzo, sposa in pieno la posizione del collega Giorgio Merletti, primo cittadino di Arsago. Se c’è una cosa che Vaiani merita, sostengono entrambi, è di ricevere una medaglia, e non di finire sul banco degli imputati.
«Io posso capire il pubblico ministero che si sta occupando della vicenda - concede il senatore - dal punto di vista strettamente legale, ha fatto il suo dovere. Se è corretta la ricostruzione dei fatti, quando Vaiani ha sparato al rapinatore non era più in imminente pericolo di vita, quindi la legittima difesa non può essere addotta». «Tuttavia - prosegue il leghista - un conto è valutare un fatto dal punto di vista legale, e un altro è valutarlo dal punto di vista psicologico». Rizzi si spiega meglio: «Vaiani, a mio parere, deve essere ammirato per almeno due motivi. Il primo: per non essersi arreso al delinquente. Il secondo: per aver trovato la forza di resistere e di disarmarlo. Adesso è facile dire che poteva fermarsi lì. Ma chi di noi può dire che cosa ha provato in quei momenti? Chi di noi conosce la paura e la rabbia che lo hanno spinto a inseguire il malvivente e a sparargli per impedire di fuggire? Per non parlare del dolore provocato dalla pallottola che gli è stata sparata in pancia». Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il bandito è stato raggiunto da alcuni proiettili alla schiena mentre stava già scappando. L’uomo, un 38enne torinese già noto per altre rapine, è stato trovato poi senza vita nel fondo di una scarpata profonda una quindina di metri.
Secondo Rizzi, l’atto di coraggio di Vaiani dovrebbe essere preso come esempio. «Se tutti i cittadini cominciassero a reagire come a fatto lui - dice - allora anche la magistratura non avrebbe più appigli per applicare legge in maniera letterale, ma dovrebbe prendere atto della volontà del cittadino comune difendere se stesso e i propri affetti. Anche a costo di combattere». Tra poco meno di due mesi verrà reso noto l’esito dell’autopsia sul corpo del bandito. Solo allora il pm formulerà la sua accusa contro Vaiani o, caso meno probabile, chiederà l’archiviazione del caso.
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