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Sfidare la sorte, giocarsi la vita
Da Samarate arriva un aiuto
Samarate Quando il gioco diventa malattia. Un male oscuro, i cui sintomi principali sono il prosciugamento del conto in banca e l’accumularsi di debiti: è il gioco d’azzardo patologico, malattia dell’era moderna, che viene curata a un apposito sportello all’ex distretto sanitario di via Dante.
Nato poco più di otto mesi fa, ha svolto solo 30 ore di apertura. Ma ha avuto modo di seguire ben 28 casi di persone afflitte da questa patologia. Ma chi sono i giocatori, chi arriva a riempirsi di debiti per l’ebbrezza di una vincita? «È difficile stilare un identikit, abbiamo a che fare con qualunque tipo di persona», spiega Roberta Smaniotto dell’associazione And (Azzardo e nuove dipendenze), sodalizio che gestisce il servizio a Samarate: «C’è il pensionato, il libero professionista, addirittura un esponente delle forze dell’ordine con debiti che sfioravano gli 80mila euro».
Quali, però, i giochi che più facilmente portano alla dipendenza? «Le più dilaganti sono le macchinette dei videopoker, perché si trovano in ogni bar, le partite sono veloci e premiano a intermittenza», tenendo alta, in questo modo, la speranza di vincere. «Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’impennata dei Gratta&Vinci». Anche questi, facili da trovare, offrono una vittoria immediata. «Abbiamo visto persone spendere 50 euro al giorno per questi tagliandi», spiega Smaniotto. E la crisi economica? «È proprio in periodi come questo che aumentano i giocatori, cresce il numero di persone che spera di vincere una somma che risolva tutti i problemi». Mentre spesso questa ricerca finisce solo per crearne di altri.
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