Addio a Giuseppe Bertè. «La morte di Mia lo spense»
Giuseppe Bertè, originario della Calabria, da una vita aveva scelto il Varesotto

Addio a Giuseppe Bertè. «La morte di Mia lo spense»

Il padre di Loredana e della Martini se n’è andato a 96 anni: viveva a Cavaria con Premezzo. «Un uomo d’altri tempi».

CAVARIA CON PREMEZZO - È morto all’età di 96 anni Giuseppe Radames Bertè, il padre di Loredana Bertè e Mia Martini. Originario di Bagnara Calabra, Bertè viveva a Cavaria con Premezzo da più di 40 anni. A Cavaria è sepolta anche la figlia Mia, trovata senza vita in un appartamento di Cardano Al Campo nel 1995.

Preside nel Varesotto

«Era lì - racconta chi era stato vicino a Bertè in uno dei momenti più drammatici della vita - per cercare di riallacciare i rapporti con il padre. Un rapporto complesso, così come quello con Loredana. Mia era a Cardano per stare con il padre. Quando ricevette quella chiamata, quella che gli annunciava la morte della figlia, qualcosa negli occhi di Giuseppe si spense per sempre. Si spezzò. Di quello strappo non parlò mai, ma era chiaro che il rimpianto da quel momento fu sempre presente in lui».

Non è un mistero il rapporto complesso tra Bertè e alcune delle sue quattro figlie, in particolare con Loredana e Mia. Loro stesse ne hanno più volte parlato. Mia Martini in “Padre davvero” raccontó quel rapporto conflittuale mai risolto in versi durissimi. «Erano due mondi diversi - raccontano gli amici - Bisogna pensare a Giuseppe come a un uomo di altro secolo. Un uomo di grandissima cultura. Ma che della cultura aveva un’idea molto chiara».

Non a caso fu insegnante di greco e latino in alcune scuole medie e poi superiori in provincia di Varese. Sempre in provincia di Varese fu preside molto quotato negli Anni 80. « Un uomo che aveva una cultura sterminata. Citava i classici a memoria. Fu un educatore d’altri tempi, ma fu un educatore vero - racconta chi lo ha conosciuto - magari pretendeva che i ragazzi gli dessero del lei e non era indulgente con chi non lavorava, con chi non studiava. Ma credeva profondamente nel valore dell’insegnamento, nell’importanza per gli studenti di avere una formazione solida. E soprattutto nell’importanza che i ragazzi sapessero assumersi responsabilità facendo il loro dovere. Nessuno sconto».

Poche parole, ma solide

Difficile che un uomo così trovasse punti d’intesa con una figlia, Mia, che pareva uscita da un film di Fellini con quella bombetta calata in testa e ancora di più per Loredana la rocker vulcanica. «Nel 2003 perse la moglie - raccontano i conoscenti - fu un dolore insopportabile. Così come quello per la perdita di una delle figlie. Il suo sguardo si spense e non si riaccese più. Forse era un uomo di poche parole, un uomo con principi che faticava a trascendere. Ma a modo suo ha amato tantissimo la famiglia».

Pur non nascondendo, le figlie lo hanno più volte ribadito in canzoni e interviste, un profondo disaccordo verso le strade intraprese dalle artiste. «Ha sempre avuto una vita tranquilla - concludono i conoscenti - della provincia di Varese amava questo: la tranquillità ordinata. E per questo non se ne è mai andato».


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