Da deportato a braccio destro di Einstein. Cardano premia l’ingegner Oscar Traini
L’ingegner Oscar Traini, 93 anni

Da deportato a braccio destro di Einstein. Cardano premia l’ingegner Oscar Traini

A ritirare il Giunto d’Oro 2017 è stata la figlia Roberta. Il suo messaggio: «Ho molti amici, questa città mi ha accolto»

Il Giunto d’Oro 2017 all’ingegner Oscar Traini: 93 anni, deportato a Mauthausen, studiò a Princeton con Albert Einstein, e da più di 40 anni vive a Cardano. «Sono un cardanese. Qui ho molti amici e do del tu a tutti» le parole di ringraziamento del cittadino benemerito - «disabile nel corpo ma non nella mente» - lette dalla figlia Roberta che ha ritirato il premio in sala Pertini.

La settima edizione della benemerenza cittadina, il Premio Giunto d’Oro, è stata assegnata all’Ingegner Oscar Traini, cittadino cardanese da oltre 40 anni ed insigne personalità della ricerca scientifica applicata in vari campi della tecnologia. Ha conseguito quattro lauree, tra cui quella in fisica quantistica a Palo Alto, e ha compiuto studi ed invenzioni di notevole importanza nei campi della meccanica, partecipando anche ad un gruppo di lavoro sulle radiazioni UV insieme ad Einstein.

«Con coraggio, sacrificio e spirito di iniziativa, ha dedicato tutta la sua vita al progresso e al senso di giustizia - la motivazione della Commissione - venne deportato a Mauthausen per le sue azioni in difesa della libertà. Con anni di studio in Italia e nelle Americhe ha conseguito quattro lauree, mettendo le sue competenze al servizio della scienza in vari campi, con risultati riconosciuti anche a livello internazionale. Nel 2011 è stato insignito della Medaglia d’Onore della Presidenza del Consiglio».

Il sindaco Angelo Bellora ha consegnato il Premio alla figlia di “nonno Oscar”, la signora Roberta. Nel suo messaggio di ringraziamento, Traini ha ricordato: «Ho molti amici a Cardano perché ho trovato in questa città una ospitalità molto amichevole. Io amo moltissimo il vivere in comunità in modo amichevole, perché la vita è solo buona convivenza». «Do del tu a tutti - ha spiegato ancora l’ingegnere - perché il rispetto lo si da e si mostra non con il pronome personale ma con il comportamento e con una convivenza sana e felice».


© RIPRODUZIONE RISERVATA