Dal T2 fino a Gallarate in treno: «Ma è davvero necessario?»
I nuovi binari dovrebbero portare dal Terminal 2 di Malpensa in stazione a Gallarate (Foto by archivio)

Dal T2 fino a Gallarate in treno: «Ma è davvero necessario?»

A Casorate il dibattito sull’ipotesi di una nuova ferrovia. Ma il sindaco diserta. La domanda: l’opera è sostenibile? Si va verso la valutazione ambientale strategica

CASORATE - Una nuova ferrovia tra boschi e cavalli: sarà davvero utile? Casorate non passa la mano, non vuole stare semplicemente a guardare e vuole, invece, poter contare, dire la propria, farsi sentire. Vuole soprattutto sapere con certezza se un eventuale altro consumo di suolo sarà utile o no.
L’altro ieri sera, cittadini, esponenti politici, amministratori comunali non solo di Casorate Sempione si sono trovati nel salone del Centro anziani per l’incontro pubblico organizzato dalla due liste civiche all’opposizione in consiglio comunale e dalla sezione locale del partito democratico. Grande assente il sindaco Dimitri Cassani che ha scelto di non presentarsi, mente c’erano i colleghi di Somma Lombardo Stefano Bellaria e di Cardano al Campo Angelo Bellora. In sala anche l’onorevole Pd Angelo Senaldi.

«Coinvolgeteci»

«Vogliamo essere coinvolti» afferma Alessandro De Felice, consigliere comunale di lista civica democratica. I 2 milioni di euro stanziati dall’Unione europea per la progettazione preliminare dei binari che dal Terminal 2 dovranno portare alla stazione ferroviaria di Gallarate, attraversando il territorio di Cardano (zona Ciglione), Casorate e in parte anche di Gallarate (all’altezza dell’ex night Argentina), non è una ragione sufficiente per inchinarsi a un progetto che ha radici nel Memorandum of understanding dell’agosto 2014 tra il ministero dei Trasporti e Rfi, ma sul quale il territorio vuole poter avere voce in capitolo.
«Vogliamo sapere se il territorio potrà sopportare una simile infrastruttura» spiega De Felice. Per questo occorrerà una valutazione ambientale strategica e dati oggettivi aggiornati sull’utilizzo della ferrovia oltre a proiezioni sulla tenuta delle strade principali a fronte delle ipotesi di sviluppo dell’attività aeroportuale (passeggeri e merci) contenute nel masterplan di Malpensa.

Coi piedi di piombo

Per la realizzazione del nuovo tratto ferroviario si parla di 200 – 250 milioni di euro, ancora da trovare, ma, indica il parlamentare gallaratese Senaldi: «Andiamo coi piedi di piombo. Occorre capire se davvero cambierà il modo di muoversi della gente e la ferrovia potrà valere un sacrificio di territorio, altrimenti sarà soltanto uno scempio. È corretto chiedere una valutazione ambientale strategica, supporterò questa richiesta».
Semplice ma ancora senza risposta la domanda di Tiziano Marson: «Perché si vuole realizzare la ferrovia dal T2 a Gallarate? Solo per intercettare potenziali passeggeri svizzeri?»
Intanto è polemica tra opposizioni e maggioranza di governo. «Il sindaco Cassani ci deve aggiornare su quello che succede, altri sindaci sono più attivi e trasparenti. Noi neanche sappiamo chi siano i referenti della maggioranza per le diverse tematiche da seguire, Malpensa compresa» rimarca De Felice.


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