«I cittadini si congratulano. E agli islamici direi ancora no»
Andrea Cassani, sindaco di Gallarate. È diventato primo cittadino della città dei due galli battendo lo sfidante Guenzani al ballottaggio (Foto by Archivio)

«I cittadini si congratulano. E agli islamici direi ancora no»

Un anno di giunta Cassani: «Che voto mi do? Nessuno, mi basta l’approvazione della gente»

È passato un anno dal suo insediamento e per il sindaco Andrea Cassani è tempo di bilanci. I primi dodici mesi della sua giunta non sono stati semplici ma, nonostante due dimissioni, un assessore ancora da nominare, il primo cittadino non ha dubbi, il voto che da alla sua amministrazione è positivo. A far pendere l’ago della bilancia verso la promozione del suo operato, oltre ai risultati ottenuti sotto l’aspetto della sicurezza e della gestione di alcuni temi importanti ereditati dalla passata giunta, è il sostegno che quotidianamente riceve dai cittadini.

Che voto darebbe, da uno a dieci, al primo anno da sindaco?

Il voto non me lo devo dare io. Quando agisci in maniera sincera, onesta ed appassionata, non ci possono essere rimpianti e quindi sicuramente il voto è positivo. Ogni giorno incontro per le strade cittadini che si presentano e si congratulano con me invitandomi a continuare in questa direzione, fa piacere e sono belle gratificazioni che valgono più di qualsiasi voto.

Una delle tematiche che più ha scatenato le critiche delle opposizioni è stata la questione islamica. Se tornasse indietro, cambierebbe quel famoso: «Nessuno» dichiarato al consiglio comunale?


Assolutamente no. E sinceramente non capisco nemmeno le tante polemiche. Gli islamici sono andati a pregare a Cardano al Campo ma anche lì non hanno uno spazio pubblico. C’è chi vuole strumentalizzare questioni che invece sono lineari ed ovvie: un’amministrazione non si deve far carico di trovare un luogo di culto per nessuno, tantomeno per i musulmani dato che l’Islam non ha ancora stipulato intese con il nostro Stato, contrariamente a tantissime altre confessioni religiose.

Nei primi dodici mesi ha dovuto affrontare ben due dimissioni, di cui una a causa di uno scandalo che ha coinvolto l’assessore all’urbanistica, all’interno della propria giunta. Per alcuni sono il segnale di scelte dettate da imposizioni politiche e non per reali competenze. È d’accordo?

Sinceramente vedo nelle dimissioni di Franco Liccati la scelta dettata da imposizioni politiche del suo gruppo per avere una visibilità finalizzata non certo all’interesse della città.

Orietta Liccati si è dimessa per questioni giudiziarie che esulano per fortuna dal nostro Comune.

Ad oggi, lei ricopre (ad interim) anche la carica di assessore all’urbanistica. A quando la nuova nomina?

Dobbiamo individuare la persona giusta per gestire questa delega fondamentale e delicata. Essendo una delega fiduciaria e riguardando un settore ormai troppo spesso sotto i riflettori, anche di quelli della procura, non posso non prendermi tutto il tempo necessario utile ad individuare la persona che abbia tutte le caratteristiche (non solo tecniche) necessarie per ricoprire quel ruolo.

Sul tema della distribuzione dei fondi per il Patto per la Lombardia, nei giorni scorsi c’è stata l’unione tra Busto Arsizio e Gallarate contro Varese. Come prevede che finirà la querelle? Maroni ritirerà i fondi così come avete richiesto?

Il vantaggio di Galimberti è che Maroni ha a cuore la sua città, al di là del fatto che non è più governata da un sindaco della Lega. Io sono certo che il Governatore troverà sia i soldi per l’accordo di programma di Varese, che per il collegamento ciclabile tra Gallarate e Busto Arsizio.

L’unione con Busto continuerà anche per la realizzazione dell’Ospedale unico. Quali saranno i prossimi step?

Settimana prossima credo che io e il mio collega Antonelli ci incontreremo per definire meglio le modalità e le tempistiche: lo scopo è far partire al più presto questo grande progetto.

Palazzo Minoletti, ex Gerolamo Cardano di via Bottini ed il Casermone di viale Milano. Qual è l’ordine di importanza o di attuazione tra questi tre progetti in sospeso?


Direi che il progetto più strategico è sicuramente Palazzo Minoletti, sia per la sua posizione nel cuore della città che per il ruolo che abbiamo in mente dovrà avere per rilanciare il centro. Al secondo posto metterei la Caserma dell’Aeronautica perché sono 103.000 metri quadrati di territorio gallaratese che potranno portare benefici a Madonna in Campagna ed alle aree circostanti. E per ultima, ma comunque importante, l’ex Scuola Gerolamo Cardano.

La sicurezza è stato un punto fondamentale della campagna elettorale en del suo programma. Le iniziative introdotte, secondo lei, hanno portato i risultati sperati o manca ancora qualche tassello?


Presidio della stazione, estensione notturna dei servizi, il doppio di agenti per le strade rispetto un anno fa, l’avvio del controllo di vicinato. Si è fatto parecchio, ma c’è ancora molto da fare visto e considerato che il tessuto sociale nel quale viviamo degrada molto rapidamente, anche per la grande presenza di stranieri e di richiedenti asilo.

Sul tavolo resta anche la questione Amsc ed il 29 giugno è vicino. Cosa si aspetta di trovare nel consuntivo di bilancio 2016?


Non mi aspetto buone notizie, diciamo che ho già visto una bozza del bilancio e il percorso per dare un futuro all’azienda è più difficile i quanto fosse lecito attenderci. In qualsiasi caso non ci diamo mai per vinti e proveremo fino all’ultimo a rilanciare Amsc.


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