«I divieti ci sono ovunque. Osservarli vuol dire vita»

«I divieti ci sono ovunque. Osservarli vuol dire vita»

Il sindaco di Somma Lombardo Bellaria incalza dopo l’incidente di domenica alla Canottieri

SOMMA LOMBARDO - «Salvatevi la vita: rispettate i divieti di balneazione». Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo, lancia un appello affatto scontato all’indomani dell’ennesimo incidente in acqua che è quasi costato la vita a un giovane richiedente asilo ivoriano di 20 anni. Quello avvenuto domenica alla spiaggia della Canottieri è purtroppo soltanto l’ultimo di una lunga serie di incidenti simili che ogni estate vengono registrati lungo i fiumi, i canali e i laghi della nostra provincia.

Punto pericolosissimo

Domenica è accaduto a Somma, due settimane prima era a Lonate e a maggio un altro ragazzo è annegato a Castelveccana. Il ventenne che domenica non è più riuscito a riemergere dopo un tuffo, ed è stato salvato da altri bagnanti, è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Gallarate.

La zona dove il ventenne s’è concesso un bagno per sfuggire al caldo è da sempre interdetta alla balneazione. «E c’è una validissima ragione – spiega Bellaria – in quel punto confluiscono canale e fiume Ticino. Formando correnti molto forti, molto insidiose che possono mettere in difficoltà anche il nuotatore più provetto. Il divieto c’è perché la balneazione è pericolosa».

Eppure domenica il ventenne non era certo l’unico ad aver scelto quel punto per farsi un bagno. «Quella zona è molto frequentata soprattutto da chi vuole godersi magari una scampagnata con pic nic – spiega il primo cittadino – Rinfrescarsi immergendo i piedi nell’acqua non è pericoloso. Tuffarsi e fare il bagno sì. È così da anni. I divieti sono visibilissimi. Scritte e segnali di pericolo sono inequivocabili. Eppure c’è sempre chi li ignora».

«Scegliete di salvarvi»

Nella quasi totalità dei casi si tratta di persone che non conoscono la zona: chi da sempre pratica i corsi d’acqua della nostra provincia li conosce. «Vedono i divieti eppure decidono di ignorarli. Le aree vengono anche controllate: “è chiaro, però, che i Comuni del territorio non possono richiedere ogni fine settimana la presenza di decine di rappresentanti delle forze di polizia per vigilare lungo chilometri di coste – dice Bellaria – è per questo che sono stati istituiti i divieti».

Chi li viola lo fa sotto la sua responsabilità. «Per evitare incidenti che purtroppo ogni anno si ripetono, con esiti anche drammatici, bisogna rispettare i divieti di balneazione. Rispettandoli ci si gode una bella gita senza rischiare la vita. Perché è questo che sfugge a chi decide di infrangerli».


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