Il dramma dei senzatetto divide la politica a Gallarate
La foto di un “alloggio” di fortuna

Il dramma dei senzatetto divide la politica a Gallarate

il casoContinua la querelle tra “La nostra Gallarate 9.9” e l’amministrazione sui problemi dei clochard

Freddo e situazione dei senzatetto, prosegue la querelle tra il gruppo “La nostra Gallarate 9.9” e l’amministrazione comunale.

Un dibattito nato qualche giorno fa quando il gruppo che fa capo a Rocco Longobardi aveva pubblicato, su Facebook, alcune domande su come la giunta stesse gestendo la situazione in queste giornate di freddo intenso. Ricevendo subito, a mezzo social, la risposta piccata del sindaco Andrea Cassani.

Cui è seguita una nota firmata dall’assessore ai Servizi sociali Franco Liccati che spiegava di come sia gli uffici che le tante associazioni di volontariato gallaratesi siano impegnate in aiuto degli emarginati e dei senza fissa dimora. Per aiutarli a superare al meglio queste giornate con temperature decisamente basse.

Non pago delle risposte, ieri mattina il capogruppo dei “9.9” Longobardi ha pubblicato sempre su Facebook la foto di quello che appare un alloggio di fortuna. E che, a suo dire, si troverebbe «all’interno di un edificio abbandonato nella zona dell’ospedale», come ha spiegato al telefono alla Provincia di Varese.

«Senza voler speculare su un argomento così delicato», ha scritto invece su Facebook, «invitiamo l’assessore a venire a vedere di persona questo pomeriggio, così come abbiamo fatto noi ieri, proprio perché non ci piace parlare a vanvera né tantomeno fare figure da cioccolatai, dove e come vivono alcuni concittadini».

Persone alle quali Longobardi e soci lunedì hanno portato del cibo e che li hanno accompagnati a visitare le loro “abitazioni”. «Uno di loro ci ha detto testualmente di “non desiderare altro che dormire al caldo». Nel locale all’interno dell’immobile «c’erano 2 gradi. Se l’assessore potrà provvedere ad un rifugio al caldo, anche provvisorio, per questa persona, saremo felici».

Nel frattempo, «chiediamo ancora se fosse possibile tenere aperti i locali della mensa alla sera, anche senza offrire un pasto, solo per consentire di stare al caldo». Una questione della quale Longobardi e Liccati hanno avuto modo di discutere, al telefono, anche nella giornata di ieri.

«La persona in questione è un soggetto noto ai Servizi sociali e già seguita dalla Caritas e da altre associazioni che operano da anni su queste tematiche», spiega l’assessore alla partita, «questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho contattato le persone che seguono questo caso, chiedendo loro di incontrare nuovamente questa persona per capire se voglia essere ospitato in un posto al caldo».

Liccati ne approfitta per ricordare una volta di più che «a Gallarate le associazioni che sono attive sul territorio da sempre sono attente a tutte le persone. E si fa il possibile non solo per proteggerle proteggere dal freddo, ma anche per avviare percorsi di inclusione sociale».

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