«La tecnologia risolverà problemi. Solo se si investirà con consapevolezza»

Andrea Latino, gallaratese di 27 anni, è stato tra i protagonisti del World Economic Forum di Ginevra

, ventisette e gallaratese doc, è da poco tornato dall’International Business Council del World Economic Forum dove è stato selezionato come Global Shaper per rappresentare i Millenial. Un ragazzo con le idee chiare, pronto ad impegnarsi per quello in cui crede.

È stata davvero emozionante e gratificante, sono stato il primo della mia famiglia ad essersi laureato e l’altro giorno ero davanti ai grandi del mondo a parlare di tecnologia e di futuro.


Abbiamo parlato della disoccupazione giovanile e di come in Italia avere le qualifiche non offre certezza di lavoro con uno stipendio dignitoso. Mi hanno poi chiesto come vedo il futuro della mia generazione e cosa faremmo se in dieci anni (come generazione) fossimo al potere.


Da un lato vedo una forte accelerazione tecnologica che permetterà di risolvere moltissimi problemi come nel per esempio campo delle biotecnologie e della sostenibilità. Dall’altra parte temo che la società non riesca a tenere il passo con le innovazioni. È qui che si vede come la questione generazionale è più forte, bisogna fare qualcosa per modificare questa situazione.


Oggi non c’è molto da temere perchè i lavori in cui le macchine sono indipendenti sono pochi e anche in quel caso serve la supervisione dell’uomo. Proprio per questo, dobbiamo agire ora e creare delle normative che tutelino lo sviluppo ma anche gli “sconfitti” da questa rivoluzione che si troveranno senza lavoro.


No se si investe in consapevolezza. Spesso ci sono persone che si muovo all’interno di uno scenario che non conoscono e per questo nel 2011 ho ideato un progetto di divulgazione tecnologico e sono andato nelle scuole in prima persona, parte tutto da qui. È fondamentale capire che la tecnologia non ha un colore politico, non è buona o cattiva: dipende da come la si usa.

Prima di tutto consiglierei di leggere, sembra banale ma è importante per avere una visione a 360° perchè, soprattutto se si lavora con la tecnologia, due mesi fanno la differenza e in più aiuta a livello cognitivo. Poi ovviamente l’inglese, se dovete investire, scegliete un corso di studi e se vi risulta difficile capire, guardate la vostra serie tv preferita in inglese con sottotitoli. Infine, capite quali sono i vostri driver, quelle pulsioni che vi spingono a raggiungere dei risultati. Nel mio caso è stata la voglia di dimostrare a chi mi diceva che non avrei mai fatto niente che si sbagliavano: è stata la spinta per affrontare il mio percorso con la giusta energia.

No, anzi. Mi piace la frase “nella vita ci sono tre fasi: impara, guadagna, restituisci”. Per motivi operativi sono nella prima fase, la seconda in Italia è la più difficile ma con la mia azienda speriamo sia più semplice. La terza fase mi ha ispirato e sono sicuro che nel futuro ci sarà tempo per restituire.