La tradizione che scotta

La tradizione che scotta

Un successo come sempre la distribuzione del brodo caldo in Contrada a Gallarate. Alla faccia dei 30 gradi

GALLARATE - Ci sono tradizioni che affondano le proprie radici nella storia e che sono parte della vita cittadina e la Cuntrada dal Broeud è una di queste. Ieri mattina erano più di 150 i gallaratesi e non che si sono presentati alle 11.45 per assaggiare la tradizionale “tazza con il brodo”. Ma non un brodo qualunque, uno fatto secondo la tradizione.

Quattrocento litri

A svelare i trucchi del mestiere è proprio il cuoco Norberto Rech che, da più di quarant’anni, si cimenta in quella che in molti definiscono una vera e propria arte. «Abbiamo iniziato a preparare il brodo e tutti gli ingredienti sabato a mezzanotte - afferma il cuoco ufficiale della Pro Loco di Gallarate - Però non basta seguire la ricetta che i nostri nonni ci hanno tramandato, ci vuole anche l’ingrediente segreto: la passione».

Durante tutta la nottata sono stati realizzati 400 litri di brodo e sono stati utilizzati 5chili di carne, 3chili di cipolle, 2 chili di sedano e 2 chili di sale durante la cottura. «Anche grazie all’aiuto della Madonnina - spiega Norberto Rech - oggi è stato un successo».

Una bella vittoria per tutta la Contrada che è stata sottolineata dal presidente della Pro Loco Vittorio Pizzolato: «È davvero bello vedere così tanta gente che, nonostante il caldo e la bella giornata, erano qui in coda ad aspettare di assaggiare il nostro brodo».

Infatti, erano in molti i gallaratesi che hanno atteso il loro turno, alcuni hanno portato con sè la propria tazza. «È dal 1987 - racconta una coppia - che utilizziamo sempre la nostra “ciotola di Gallarate”».

Altri invece da casa hanno portato una pentola o dei contenitori. «Ma sai che bel risottino non preparo questa sera per mio marito? - svela la signora Antonella - quello che avanza domani sarà un’ottima pastina».

Già perchè, anche se siamo a luglio e le temperature sfiorano i 30 gradi «alla contrada non si può e non si deve rinunciare - precisa Gianluca - in più è la prima volta che vengo qui da papà e ho messo un po’ da broeud nel biberon di mia figlia».

Orgoglio cittadino

Insomma, le tradizioni alle quali si tiene si iniziano a rispettare (e a far rispettare) fin da giovani, ed è proprio a loro che il presidente Pizzolato rivolge un ringraziamento: «Ci hanno aiutato per questa edizione - racconta - il loro interesse ci fa ben sperare nel futuro, saranno loro che dovranno portare avanti questa manifestazione».

Tra i presenti anche il sindaco Andrea Cassani - «Sono eventi a cui è sempre bello partecipare, fanno parte del nostro essere gallaratesi» - e l’assessore ai lavori pubblici (e contradaiolo) Sandro Rech: «Quella di oggi è una bella vittoria per la contrada - dichiara - Mi ricordo quando ero piccolo io ed era impossibile mancare, spero che questo appuntamento diventi sempre più sentito».

Non ha voluto mancare anche monsignor Ivano Valagussa: «È importante che ogni quartiere possa mantenere viva la propria memoria soprattutto quando, come in questo caso, alla base vi è un gesto di solidarietà».

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