Nell’incubo un mezzo sorriso: «Pagheremo lo stipendio di luglio»
Lo striscione appeso ieri fuori dalla sede della ditta dai dipendentiArchivio

Nell’incubo un mezzo sorriso: «Pagheremo lo stipendio di luglio»

Dopo il presidio di ieri a Gallarate, c’è l’accordo tra sindacati dei lavoratori e la Bossi & Figli

GALLARATE - Quella di ieri è stata una giornata che, nell’incubo di un licenziamento di massa annunciato, ha portato almeno un mezzo sorriso ai dipendenti dell’impresa Oreste Bossi & Figli. È stato trovato infatti un accordo tra le sigle sindacali e la ditta per il pagamento del mese di luglio.

Già dalle prime ore di ieri, sulla cancellata antistante la sede della ditta è apparso uno striscione con la scritta “Bossi vogliamo i nostri soldi”. Una frase che racchiude lo stato d’animo dei lavoratori che si sono presentati al presidio per avere risposte concrete dall’azienda.

Dopo numerosi tentativi, i rappresentanti delle sigle sindacali sono riusciti ad ottenere un incontro con la dirigenza per trovare un accordi in merito alle spettanze che, a ieri mattina, non risultavano ancora saldate. «Non ce ne andiamo finchè non avremo quello che ci spetta, abbiamo lavorato e per questo dobbiamo essere pagati» commenta uno dei lavoratori.

Poco dopo mezzogiorno ecco uscire i rappresentanti «Il tavolo delle trattative rimane aperto - comunica Stefano Rizzi della Fillea Cgil - L’azienda ha promesso che, entro le 17 di oggi (ieri per chi legge), salderà le spettanze di luglio e, se così fosse il presidio verrà sospeso». Una decisione che vede la maggior parte dei lavoratori fare fronte comune ma, come prevedibile c’è chi dissente.

«Ad oggi stiamo discutendo delle spettanze - continua Rizzi - non dimentichiamo che da ottobre 32 persone saranno licenziate». Per Luca Francioli Filca Cisl: «Grazie alle manifestazione e agli scioperi il tavolo delle trattative è stato riaperto - interviene - È stato fatto un passo avanti nei confronti dei lavoratori, hanno condiviso alcune delle nostre proposte».

E, anche con qualche minuto di anticipo, arriva la conferma che, come pattuito lo stipendio di luglio è stato accreditato. «Per questo - assicura Rizzo - il presidio è ufficialmente sospeso e da domani (oggi) riprenderanno i lavori nei cantieri».

Tutto sistemato? Non ancora perchè, come precisato da tutte le sigle sindacali, la strada è ancora lunga ma almeno «abbiamo visto un’apertura fino a qualche giorno lontana». La prossima data importante è quella di martedì 19 settembre quando ci sarà il prossimo incontro, con il presidio davanti la sede di via Torino.


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