Natale con raid in centro: «No, chiamateli vandali»

Natale con raid in centro: «No, chiamateli vandali»

Gli anarchici del Telos protagonisti: vetrine imbrattate e attacchi alla giunta di Saronno

SARONNO - Natale con raid vandalico in pieno centro, quello che ha dovuto subire Saronno l’altro giorno. Protagonisti manco a dirlo gli anarchici del vagante (perché attualmente senza una sede) centro sociale “Telos”, che dopo aver organizzato un concerto non autorizzato si sono poi diretti verso Corso Italia prendendo di mira, con gli spray, praticamente tutto. Ma andiamo con ordine: gli anarchici, attraverso la propria pagina Facebook, avevano preannunciato un ritrovo con concerto in una non meglio precisata località di Saronno, qualche giorno prima del Natale.

Cosa che è puntualmente avvenuta, al sottopassaggio dell’area che usualmente ospita il mercato cittadino del mercoledì e il parcheggio dei pendolari nel resto della settimana. Musica ad alto volume, un po’ di rumore, qualche bottiglia di alcolici e festa che è durata fino a notte inoltrata.

Sembrava finita in quel momento, ma non è stato così. Perché un gruppo di anarchici si è diretto verso il centro e – probabilmente gesto già premeditato – ha iniziato a imbrattare muri, vetrine dei negozi e strutture della centralissima corso Italia, con scritte inneggianti contro il capitalismo e la giunta comunale, che sta cercando di combattere proprio questo fenomeno.

Nel mirino il sistema di chiusura a fioriere di corso Italia messo in posizione solo pochi mesi fa dall’amministrazione comunale e tantissime vetrine degli esercizi commerciali. In tanti, il giorno dopo, non hanno potuto fare altro che notare lo scempio che si era compiuto e sui social sono stati praticamente tutti a condannare un episodio che va a gravare sulle tasche dei commercianti del centro colpiti, che già non se la passano troppo bene.

Soltanto pochi giorni fa l’assoluzione in Tribunale di alcuni degli antagonisti, con una sentenza (ancora da motivare) che lo stesso sindaco di Saronno, Alessandro Fagioli, aveva pesantemente censurato. Poi è arrivato il commento del direttivo della Lega Nord, primo partito della città: «Contro lo Stato, per cambiare le cose, ci si candida alle elezioni. Ci si mette la faccia. Non ci si mette il passamontagna di notte per scrivere sulle vetrine dei negozianti e sui muri dei cittadini. Vandali. La Repubblica protegge il diritto di parola, ma ci sono alcuni che per una parola sbagliata su un manifesto vengono condannati. Altri vengono protetti, sebbene siano soliti imbrattare i muri, fare manifestazioni senza permesso, occupazioni illegali di proprietà private, infastidire il prossimo con musica alta per tutta notte. Quali alti ideali possono seguire coloro che non si interessano del prossimo? Coloro che sono capaci solo di minacciare e fare violenza? C’è chi dice che bisognerebbe costruire un dialogo. Una democrazia non può aprire nessun dialogo con chi prima non si mostra a viso scoperto. Non ci può essere un riconoscimento di vandali terroristi».


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