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Chiusi due centri massaggi
dalla Guardia di Finanza
VARESE La Compagnia della guardia di finanza di Gaggiolo ha concluso, nei giorni scorsi, un'indagine di polizia giudiziaria, sviluppata su delega della Procura della Repubblica di Varese, su due “centri massaggi” della città, condotta sia con metodi investigativi tradizionali che tramite mezzi tecnici, in particolare riprese e registrazioni filmate.
Le indagini hanno consentito di provare una notevole affluenza di “clienti” nelle due strutture indagate, dove, pagando 35 euro, si poteva usufruire di un massaggio corporeo ma anche, aggiungendo una “mancia” di importo variabile, di prestazioni sessuali. Entrambi i centri erano gestiti da cittadine cinesi, che impiegavano nell'attività delle connazionali con regolare permesso di soggiorno in territorio nazionale e con le quali dividevano i proventi.
Nello specifico sono state identificate, nei “locali aziendali”, in un caso due “lavoratrici” e, nell'altro, tre, durante le perquisizioni effettuate nelle strutture, una volta acquisito un quadro investigativo completo. Le cinque lavoratrici hanno ammesso di eseguire, oltre ai massaggi (per la pratica dei quali, comunque, non possedevano le necessarie abilitazioni professionali), anche prestazioni sessuali a pagamento, precisando il tariffario applicato.
I due “centri massaggi” sono stati posti sotto sequestro, con l'apposizione di sigilli ai locali. Sono stati rinvenuti, altresì, durante le perquisizioni, circa 3mila euro in contanti (1.600 in un caso e 1.400 nell'altro), somma che è stata anch'essa sottoposta a sequestro. Le due titolari delle strutture sono state deferite, a piede libero, all'Autorità Giudiziaria, per esercizio abusivo dell'attività di massaggio e sfruttamento della prostituzione. Sono in corso accertamenti di natura fiscale, per la tassazione dei corrispettivi derivanti dalle attività illecitamente esercitate dai due centri. Le indagini sono state dirette dalla dottoressa Raffaelle Zappatini, sostituto procuratore della Repubblica di Varese.
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