Anche i medici di base varesini dicono sì. A loro la presa in carico dei malati cronici
Gallera: «Questa è una bella giornata per la sanità lombarda »

Anche i medici di base varesini dicono sì. A loro la presa in carico dei malati cronici

Dell’Ats Insubria sono stati 356 su 798 ad accogliere l’invito della Regione. Insieme anche a tre cooperative

VARESE - Quasi un “medico di base” su due nell’Ats Insubria di Varese e Como ha accolto l’invito di Regione Lombardia per candidarsi a gestori o co-gestori della presa in carico dei pazienti cronici, una novità prevista dalla riforma sanitaria regionale.

Per la precisione, a livello di Ats Insubria, sono stati 356 su 798, il 45%, i medici di medicina generale che hanno avanzato la propria candidatura. Un dato in linea con quello regionale, dove anche qui è il 45% dei medici di base ad aver risposto presente alla chiamata di Regione Lombardia. Pur con diversi riscontri, dal 78% di candidature dell’Ats Val Padana di Mantova e Cremona al 75% dell’Ats della Montagna di Sondrio, mentre l’Ats Milano con il 29% è fanalino di coda.

«Una bella giornata per la sanità lombarda - il commento dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera - nonostante le difficoltà e le resistenze di alcune sigle sindacali il 45% dei medici di medicina generale, 2.393 su 5.364, ha deciso di cogliere con Regione la sfida intrapresa per migliorare la qualità della vita degli oltre tremila pazienti cronici lombardi, candidandosi alla loro presa in carico. Siamo assolutamente orgogliosi per questo risultato: significa che il lavoro di valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale che abbiamo previsto all’interno del nuovo modello di presa in carico, dotandoli di strumenti veri e concreti, alla fine è stato compreso».

La possibilità di aderire al nuovo modello è stata estesa fino al 30 settembre, ma sul territorio ci sono già cooperative di medici di medicina generale pronte a partire con la presa in carico. A Varese ce ne sono tre: la Coop Medici Insubria con 220 soci, la cooperativa GST con 30 medici e la cooperativa IML che riunisce 600 medici in sette Ats tra cui Insubria. «La decisione del Tar Lombardia di non sospendere le azioni previste dalla delibere di presa in carico dei pazienti cronici ci permette di procedere con rinnovato interesse e serenità nel percorso intrapreso - dichiara Giancarlo Grisetti, della Coop Medici Insubria - Ogni medico di medicina Generale riconosce come evidente che il numero dei pazienti cronici è in crescita e che, attraverso la “ presa in carico”, la gestione della cronicità sia divenuta, nel tempo, più complessa tanto da rendere necessaria l’adozione di modelli organizzativi più adeguati così da consentire al medico di preservarsi, come prevalente, la gestione clinica dell’assistito e al paziente di essere posto nella condizione di effettuare, nei tempi stabiliti , le prescrizioni previste dal Piano di Assistenza».

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