Asce, svastiche e Adolf Hitler. Scattano i sigilli alla sede di Do.Ra.

Asce, svastiche e Adolf Hitler. Scattano i sigilli alla sede di Do.Ra.

Digos in azione a Caidate: indagato il presidente Limido per «riorganizzazione del partito fascista». Dalla perquisizione spuntano armi di vario genere, libri propagandistici e materiale inneggiante al Terzo Reich

CAIDATE - Sequestrata la sede della Do.Ra. a Caidate. Indagato il presidente dell’associazione, Alessandro Limido, 38 anni, figlio dell’ex calciatore della Juventus Bruno Limido. I neonazisti nel cuore della nostra provincia. Trovati asce, coltelli, libri propagandistici del Terzo Reich e materiale riconducibile all’estrema destra nazifascista.

Limido, che nell’arco della giornata abbiamo per 17 volte cercato di raggiungere telefonicamente, ha il cellulare staccato. Non risponde, insomma. Svastiche, asce, coltelli, libri propagandistici del Terzo Reich e vario materiale riconducibile all’estrema destra nazifascista.

Un anno e mezzo di indagine

È il risultato della perquisizione messa in atto dalla Digos nella sede dell’associazione «Do.Ra. Comunità Militante dei Dodici Raggi» a Caidate, nel Comune di Sumirago, nel Varesotto. Sequestrata la sede e indagato il presidente dell’associazione, Limido appunto, mentre la posizione di altre due persone è al vaglio: sono entrambi vicini a Do.Ra. e stati trovati a casa di Limido, anch’essa perquisita su disposizione dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

L’ipotesi di reato è «riorganizzazione del disciolto partito fascista» in base alla legge Scelba (legge n. 645 del 1952). Un anno e mezzo di indagine, nel corso della quale sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori gli esponenti del sodalizio, apertamente ispirato al nazionalsocialismo e ai suoi principi, dalla negazione dell’Olocausto alle celebrazioni simboliche naziste come il compleanno di Hitler.

Gli esponenti di Do.Ra. sono noti e residenti nel Varesotto, partecipano a manifestazioni pubbliche, promuovono iniziative di revisionismo storico e collaborano con altre organizzazioni che fanno riferimento all’estrema destra.

Tra le varie iniziative messe in atto dagli esponenti di Do.Ra. ci sono i fatti risalenti alla fine dello scorso anno sul Monte San Martino di Duno, poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei partigiani caduti: una trentina di militanti neonazisti aveva dato vita ad una manifestazione commemorativa posizionando sul terreno una «croce tiwaz» (simbolo dei guerrieri di Odino, utilizzato dai nazisti) e una corona di alloro con i colori della bandiera nazista per ricordare i morti dell’esercito tedesco. Analoga iniziativa è stata ripetuta lo scorso 18 novembre.

I rigurgiti

Nel mirino di magistrati e Digos anche una petizione online, organizzata provocatoriamente dall’associazione lo scorso gennaio per «chiedere la messa fuori legge dell’Anpi», l’Associazione nazionale dei partigiani italiani.

L’inchiesta è partita un anno e mezzo fa circa. Tra i reati contestati ci sono anche le minacce al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, che a più riprese ha scritto della Comunità dei Dodici Raggi, non con termini lusinghieri ovviamente.

L’indagine si pone oggi sulla scia del rigurgito fascista che negli ultimi giorni ha trovato casa a Como come a Roma e Torino, con le manifestazioni di Forza Nuova davanti alle redazioni locali di Repubblica.

La presenza dei Do.Ra. in provincia di Varese è nota da anni. Non è questa la prima vota che balzano agli onori della cronaca. Negli anni hanno infatti messo adesivi davanti alle scuole di Varese e ogni anno ad aprile organizzano un concerto per celebrare il compleanno di Hitler.

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