Due filoni d’inchiesta sul Molina. La Finanza sta scavando per la verità
La struttura che ospita la casa di riposo della Fondazione Molina (Foto by Archivio)

Due filoni d’inchiesta sul Molina. La Finanza sta scavando per la verità

Dopo l’operazione della GdF, emerge anche l’indagine su Campiotti e Airoldi

VARESE - Due filoni d’inchiesta che hanno un medesimo punto d’origine, le verifiche in relazione a due prestiti concessi a privati dalla Fondazione Molina, ma che procedono separatamente con diversi indagati e diverse contestazioni. La prima inchiesta vede indagati per la sola accusa di peculato Christian Campiotti (Lega Civica), ex presidente del Cda del Molina oggi commissariato, Lorenzo Airoldi (Lega Civica), editore di Rete 55 Tv varesina alla quale, tramite la controllata Rete 55 Evolution, la Fondazione Molina ha concesso un prestito obbligazionario di 450 mila euro e Luca Galli (Lega Nord), presidente della Fondazione comunitaria del varesotto, per un secondo prestito obbligazionario di pari importo concesso sempre dalla Fondazione Molina alla Mata spa di Carlo Vimercati. L’iscrizione nel registro degli indagati risale allo scorso mese di febbraio e l’accusa contestata è quella di peculato. Non ci sono altri capi di imputazione (a maggio la procura ha chiesto una proroga di indagine).

Da quell’inchiesta si è sviluppato un secondo troncone di indagine, sempre condotto dai militari della guardia di finanza di Varese e coordinato dal pubblico ministero di Varese Laura Patelli, che ha portato alle perquisizioni eseguite lunedì nella sede della Fondazione comunitaria del varesotto e negli uffici di Luca Galli e dell’ex vicesindaco di Varese Gianpaolo Ermolli (ex Forza Italia oggi in quota Lega Civica) e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre nove persone. Ermolli, Galli e sette imprenditori varesini e milanesi. Va sottolineato che né Airoldi, né Campiotti risultano indagati in questo secondo troncone di indagine.

L’unico elemento comune è Luca Galli. Per il secondo filone vengono contestati i reati di associazione a delinquere, truffa e abuso di intermediazione finanziaria a Galli e Ermolli. Gli altri indagati, a vario titolo, sono accusati anche di riciclaggio. Nel corso delle perquisizioni eseguite lunedì è stata sequestrata parecchia documentazione: «della quale – spiega Fabio Margarini, difensore di Ermolli – lunedì chiederemo il dissequestro. La procura, ovviamente, ne disporrà per tutte le copie del caso ma si tratta di documentazione necessaria al mio assistito per lavorare».

Per quanto riguarda la posizione di Airoldi e Campiotti è l’avvocato Pietro Romano, che rappresenta entrambi a chiarire: «abbiamo immediatamente chiesto alla procura di Varese di essere ascoltati. C’è un’istanza in tal senso. Non avendo niente da nascondere, essendo certi che nessun illecito è stato commesso, ci siamo messi a totale disposizione della magistratura. Ad oggi non siamo ancora stati ascoltati».

Romano sottolinea che «non abbiamo presentato alcuna istanza di dissequestro per i Pc e i cellulari sequestrati a marzo in sede di perquisizione. Sempre perché non c’è nulla da nascondere li abbiamo lasciati a disposizione dell’autorità giudiziaria sino a quando questa non ha autorizzato la restituzione». Sull’accusa di peculato «è facilmente smontabile, ma non voglio entrare in polemica con la procura. Chiariremo la nostra posizione senza che vi siano ombre di alcun genere. La Fondazione Molina è ente privato e i prestiti sono assolutamente legittimi. Questa è la nostra posizione da sempre perché è la verità. In relazione al secondo filone di indagine non sappiamo nulla perché non siamo in alcun modo coinvolti».

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