I tre finalisti del Premio Chiara

I tre finalisti del Premio Chiara

Entra nel vivo la 28esima edizione del premio letterario più ambito della provincia

Antonio Manzini, con «Cinque indagini romane per Rocco Schiavone» edito da Sellerio. Valeria Parrella, con «Troppa importanza all’amore» edito da Einaudi. Giorgio Pressburger con «Racconti triestini» edito da Marsilio. Sono questi i tre i finalisti del Premio Chiara, giunto alla 28esima edizione sotto la regia di Romano Oldrini (presidente della giuria) e Bambi Lazzati (responsabile del premio letterario). I tre libri finalisti sono stati selezionati dalla giuria tra 41 libri . Un numero che testimonia quanto il Premio Chiara sia ambito. Ognuno degli autori può essere accostato a un diverso modo di scrivere all’interno del variegato panorama della letteratura contemporanea. Manzini ha dato voce al vicequestore Schiavone e ha sdoganato il genere giudiziario al Premio Chiara.Parrella, invece, gareggia con una raccolta di racconti introspettiva, che parla di amore nelle sue varie declinazioni in una società frantumata. Pressburger, infine, ha proposto un libro con racconti che potremmo definire “di territorio”, ambientati in una terra di frontiera come Trieste. Nei racconti, le memorie si intrecciano con i luoghi simbolo della città. I finalisti sono stati annunciati ieri sera al castello di Masnago, Oltre ai giovani che hanno partecipato al premio, era presente Lorenzo Franzetti, il cui libro «La bottega di Romeo e altri racconti» edito da Bolis Editori è stato indicato nella «sezione segnalati». «Ho voluto raccontare come si fa nelle osterie» ha detto Franzetti. Se il Premio Chiara continua a esistere è grazie all’associazione Amici di Piero Chiara e a una cordata di amici tra cui regione Lombardia, comune di Varese, città di Luino, Fondazione Comunitaria del Varesotto, Repubblica e Canton Ticino, Fondazione Aem gruppo a2a, Openjobmetis, fondazione unione banche italiane per Varese e Ubi banca. n


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