Il Piano stazioni entra nel vivo. E spazzerà via il degrado a Varese

Il Piano stazioni entra nel vivo. E spazzerà via il degrado a Varese

La riqualificazione parte da privati. Ne nascerà un’area pedonale e una “porta” per Svizzera ed Europa

VARESE - Il Piano delle stazioni eliminerà il degrado della Città Giardino. Arrivando a mettere in atto un progetto che sarà simile a quello di Porta Nuova.

Questa infatti la rivoluzione che avrà luogo nel comparto attiguo alle ferrovie, da via Bainsizza a via Carcano, dove gli immobili dismessi subiranno una completa riqualificazione da parte dei privati. Cambiando di fatto, in prospettiva, il volto di quella parte di città che rappresenta il biglietto da visita per Varese. Il progetto delle stazioni creerà infatti nel capoluogo una nuova area, più pedonale e rinnovata. Che diventerà anche un importante snodo di comunicazione, grazie all’apertura dell’Arcisate-Stabio.

«I privati proprietari delle aree dismesse – spiega l’assessore alla Pianificazione del Territorio e Realizzazione Opere Pubbliche Andrea Civati – avevano già manifestato l’intenzione di riqualificare gli stabili dimessi. Questo, con il Pgt in vigore, non è possibile senza la presenza di un masterplan. Quindi abbiamo dato il via a questa fase, che riguarda le aree attigue allo snodo ferroviario». Non ci sono ancora certezze, ma indicativamente, come ipotesi, gli interventi potrebbero portare alla creazione di nuove strutture dedicate al terziario, alle attività commerciali e ad uffici.

L’area rinnovata non sarà più ostaggio del degrado ma diventerà una delle zone più importanti di Varese. E con l’Arcisate-Stabio appunto, sarà il punto di collegamento con la Svizzera e l’Europa. Saranno quindi visitatori qualificati e di alto livello quelli che giungeranno a Varese. E la città avrà la necessità di sfruttare questo passaggio. «Sarà un’area di grande connettività» aggiunge Civati.

Il Progetto per la riqualificazione delle stazioni entra quindi nella fase due. «Siamo di fronte ad una svolta dopo anni di immobilismo – dice Civati – Ora anche i privati iniziano a vedere con interesse i progetti per l’area che ruota intorno alle stazioni. L’interesse crescente ci ha portati a considerare la trasformazione di quell’area nel suo insieme e quindi allargando le considerazioni anche alle aree private che potranno essere coinvolte nella riqualificazione dell’intero comparto». Via quindi alla realizzazione di un Masterplan per il recupero di aree oggi abbandonate.

Per progettare il futuro, in coordinamento con il grande progetto stazioni, per riportare modernità, sicurezza e decoro.

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