Il pranzo al sacco ci va di traverso «Ridate la mensa ai nostri bambini»
Il crollo alla scuola elementare Baracca sta creando problemi organizzativi

Il pranzo al sacco ci va di traverso «Ridate la mensa ai nostri bambini»

Dopo il crollo - Il Comune stanzia 30mila euro per la messa in sicurezza della Baracca. Lavori fino a metà maggio

VARESE -Costerà poco più di 30mila euro più Iva l’intervento di messa in sicurezza della scuola elementare Baracca di Capolago, dove la settimana scorsa si sono staccati dei pezzi di intonaco dal soffitto al primo piano della struttura. Con un atto di urgenza la giunta ha deliberato l’intervento di messa in sicurezza, che è già in corso dalla settimana scorsa. I lavori riguarderanno, al primo piano, la biblioteca e due aule (a partire dal 19 aprile). Al piano terra il bagno dell’asilo (lavoro già terminato) e il refettorio. All’esterno la messa in sicurezza delle gronde (lavori in corso).
«Per la sicurezza non c’è tempo da perdere e per questo motivo ci siamo attivati il più in fretta possibile – afferma l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Santinon – Stiamo cercando di garantire il regolare svolgimento delle lezioni e, allo stesso tempo, gli operai stanno eseguendo i lavori. Qualche disagio varrà bene maggior sicurezza per alunni e lavoratori. Senza contrattempi contiamo di terminare i lavori entro metà maggio».
Restano però da sistemare il finestrone che si trova lungo le scale che portano alla palestra e una parete che è ammuffita per via di una infiltrazione. «L’imperativo, adesso, è la messa in sicurezza. Gli altri interventi verranno svolti compatibilmente con i fondi disponibili» afferma Santinon.

Due aule nel refettorio

A preoccupare i genitori c’è anche il pranzo al sacco che gli alunni dovranno consumare fino al termine dei lavori al primo piano della scuola, quindi fino a metà maggio. Le classi terza e la quinta, dopo la caduta degli intonaci, si sono dovute trasferire in mensa, rendendone di fatto i locali del refettorio inagibili al consumo del pranzo.
Una norma igienica vuole che il pranzo caldo possa essere servito solo in locali preventivamente sanificati, mentre in classe può essere consumato il pranzo al sacco.
Di conseguenza, fino al 15 maggio, i bambini dovranno mangiare panini, pizza, panzerotti serviti a temperatura ambiente dal servizio mensa. Il tecnologo alimentare ha assicurato che il pranzo rispetta gli standard nutrizionali in quanto ben equilibrato.
Comprende prodotti da forno sempre diversi, verdura (solitamente una insalata), frutta o un dolce (come, per esempio, il budino). Ma l’idea che i bambini, tutti i giorni, per un mese, mangino panini, non piace ai genitori, che propongono soluzioni alternative. Una potrebbe essere quella di rimandare di una mezzora il pranzo, in modo da dare agli operatori scolastici il tempo di disinfettare i locali della mensa. Per quella mezzora i bambini potrebbero stare in giardino. La proposta è al vaglio del Comune.

Vincoli normativi

La questione sta a cuore all’assessore ai servizi scolastici Enrico Angelini, che promette tutto il suo impegno per risolvere il problema.
«Alla Baracca penso che già in occasioni precedenti abbiamo dimostrato pragmatismo – afferma Angelini – Se i problemi sono di ordine organizzativo, possiamo mettere intorno al tavolo tutti i soggetti coinvolti e vedere di migliorare le cose, anche perché il nostro obiettivo è far sì che i bambini e le famiglie siano contenti. È vero che è un disagio limitato nel tempo, ma ciò non significa che non ci impegneremo per risolverlo. Contro i vincoli normativi, però, non possiamo fare nulla: valuteremo se strade alternative al pranzo al sacco siano effettivamente percorribili».


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