«Il Referendum è l’ultima chance per tenerci le nostre risorse»
Il centrodestra compatto ieri è sceso in strada per informare i cittadini e portarli a votare sì il 22 ottobre (Foto by Varese Press)

«Il Referendum è l’ultima chance per tenerci le nostre risorse»

Ieri in centro a Varese il volantinaggio del centrodestra: «Serve tanta gente alle urne per poi trattare con Roma»

VARESE - «Il voto al referendum per l’autonomia della Lombardia sarà l’ultima possibilità per noi lombardi per tenere sul territorio le nostre risorse. E poter rilanciare l’economia e dare un futuro migliore ai nostri giovani».

Il centrodestra si sta mobilitando a tutti i livelli per il voto consultivo del 22 ottobre. Perché negli ultimi giorni si gioca la possibilità di cambiare la storia della Lombardia, ottenendo maggiori competenze, con rispettive risorse, che consentiranno l’efficientamento dei servizi, con la conseguente ripresa economica e il miglioramento della qualità della vita. In Lombardia ma anche nel resto del Paese, che potrà seguire l’esempio lombardo.

Questi i messaggi che gli esponenti politici stanno lanciando, per richiamare alle urne i cittadini lombardi. Il senatore del Carroccio Stefano Candiani, l’assessore regionale leghista Francesca Brianza e il coordinatore cittadino di Forza Italia di Varese, Roberto Leonardi, sono stati protagonisti dell’ultimo confronto sul referendum, in ordine di tempo, che si è svolto venerdì sera a Cantello. Mentre ieri, nel capoluogo, i sindaci e i militanti di tutte le forze politiche del centrodestra, Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Area Popolare, più alcuni esponenti della società civile, hanno volantinato per le vie del centro a sostegno del Referendum. Il coinvolgimento è massimo, innanzitutto per informare i cittadini. «La Rai non ha dato spazio all’informazione elettorale sui referendum di Lombardia e Veneto – ha spiegato il senatore – perché riguarderebbero una porzione limitata di italiani, è stata la risposta. Questo è il modo in cui vengono considerati milioni di persone». Il vero nemico è quindi l’astensione, perché «occorre che vada a votare un numero significativo di persone, per poter avere la forza dell’investitura popolare per trattare con Roma». A chi dice che sarebbe stato possibile aprire le trattative con il governo senza referendum, l’assessore Brianza risponde che «ci abbiamo provato senza ottenere risultati. Quindi, occorre avere un voto che ci dia il sostegno delle persone».

Il forzista Leonardi ha sottolineato a sua volta che «serve richiamare alle urne il numero più alto possibile di cittadini, perché alle ultime amministrative ha votato solo il 50% degli aventi diritto. Serve riallacciare il rapporto tra politica e cittadini, e il referendum può portare anche a questo, proprio perché darà più forza agli enti locali».

Il segretario provinciale della Lega Matteo Bianchi ha sottolineato poi che «il coinvolgimento degli amministratori locali è decisivo: i Comune evidenziano il residuo fiscale lombardo (oltre 50 miliardi di euro all’anno) sottratto ai residenti in Lombardia e alle comunità locali che annaspano».

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