«La Casa di riposo per cuochi sarà una realtà in suo nome»
La Fondazione Molina, che ospiterà la Casa di riposo per cuochi in pensione (Foto by Archivio)

«La Casa di riposo per cuochi sarà una realtà in suo nome»

La rassicurazione di Carmine Pallino

Accademia del gusto a Villa Mylius e casa di riposo per cuochi con la Fondazione Molina: i due sogni varesini di Gualtiero Marchesi andranno avanti sino al loro compimento.

«Saranno il fiore all’occhiello di Varese e un modo unico per omaggiare la memoria di un grande italiano», dice Carmine Pallino, alla guida della Fondazione Molina dopo il commissariamento dell’ente nel novembre 2016.

«Proprio ieri (l’altro ieri per chi legge) ho parlato con Enrico Dandolo, vicepresidente della Fondazione Gualtiero Marchesi per porgere le mie condoglianze. Nell’occasione ci siamo anche confrontati sul progetto di realizzare la casa di riposo per cuochi con una sinergia tra le due fondazioni arrivando alla stessa conclusione: il progetto andrà avanti. I primi passi sono già stati compiuti, continueremo il percorso intrapreso dando una grande occasione a Varese e rendendo omaggio al più grande tra gli chef italiani. Un uomo che ha davvero esportato il meglio del Made in Italy in tutto il mondo, aprendo ristoranti, investendo molto nelle sue attività, creando lavoro e promuovendo l’arte della cucina italiana nella sua forma più alta».

Il progetto era stato presentato lo scorso 25 luglio contestualmente alla firma dell’accordo tra le due fondazioni. Marchesi, scomparso all’età di 87 anni nella serata di Santo Stefano, aveva spiegato: «Qui a Varese riesco a realizzare qualcosa che sogno da almeno dieci anni. Una casa di riposo per cuochi, sulla falsariga di quella per musicisti, Casa Verdi dove fu accolta anche Giuseppina Serra, la madre di mia moglie, soprano di grandissimo talento, che iniziò a cantare a sedici anni. Fu sul palcoscenico con Mascagni, e perse purtroppo la voce a ventisette anni. La mia passione per la musica è una passione personale e familiare a tal punto che ho spesso paragonato la cucina a uno spartito, le ricette all’opera che un compositore affida a chi deve eseguirle nel rispetto delle note, aggiungendo, come è naturale, la sua dose di interpretazione».

Questa la volontà di Pallino che aggiunge: «naturalmente visto che sul commissariamento della Fondazione Molina pende la decisione del Tar sul ricorso presentato dalla precedente gestione questa nostra disponibilità dovrà tener conto delle decisioni della magistratura di cui noi siamo rispettosi».

Identica disponibilità sul fronte della nascita di un’accademia del gusto con sede nella bella Villa Mylius: l’accordo fu firmato nel marzo 2016, con l’approvazione del consiglio comunale guidato dall’allora sindaco Attilio Fontana. Il progetto fu anche tenuto meritevole di un finanziamento da 3milioni 200mila euro da parte di Regione Lombardia. L’attuale amministrazione guidata dal sindaco Davide Galimberti ha di fatto concretamente accompagnato i primi passi del progetto: in primavera c’era già stato un sopralluogo da parte della sovrintendenza alle belle arti. L’amministrazione, dopo la scomparsa del maestro Marchesi, mantiene la disponibilità al confronto con la fondazione a lui intitolata.


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