La nuova mobilità divide la cittadinanza

La nuova mobilità divide la cittadinanza

Chi dice sì e chi no. Le diverse posizioni

Sul Piano della Sosta le opinioni si dividono.

C’è chi ritiene che vada sperimentato per vedere cosa succede e c’è chi lo critica a spada tratta.

«Bisogna disabituare le persone a parcheggiare fuori dalla porta dei negozi – è il parere di Paolo Ambrosetti, consigliere del gruppo giovani imprenditori di Confcommercio Ascom Varese, associazione che ieri sera ha organizzato una riunione speciale per affrontare il tema della sosta – Io sono per chiudere la città alle auto, istituendo parcheggi fuori dalla città e intensificando il passaggio dei bus, un po’ come è avvenuto nelle Notti Bianche».

«A me sembra che in città ci sia in giro più gente quando il centro è chiuso al traffico – continua Ambrosetti – Molti dei miei colleghi sostengono che, chiudendo il centro alle auto, i clienti si recano nei centri commerciali dove si trova facilmente parcheggio. Secondo me, invece, le persone si devono abituare a uno stile di vita vivibile. E poi Varese non è ideata per la mobilità in auto. Io dico che sperimentare i parcheggi periferici alla città è positivo, anche perché abbiamo visto che andare avanti così non ci porta da nessuna parte».

Molto critico, invece, Massimo Nicora, ex sindaco di Cazzago Brabbia che lavora a Varese: «Il piano è evidentemente sbilanciato a favore dei residenti di Varese a cui vengono offerte nuove agevolazioni, mentre colpisce in maniera indiscriminata chi a Varese lavora, ma non risiede. Una mossa astuta per avere consenso in città, ma chi amministra un capoluogo di provincia dovrebbe andare oltre una visione ristretta di questo tipo».

«Il piano colpisce soprattutto i lavoratori che attualmente parcheggiano l’auto sulle linee bianche per andare a lavorare in centro costringendoli di fatto a pagare un abbonamento (se sulla falsariga di quanto riportato per Novara si parla di 300-400 euro all’anno) – ribadisce l’ex sindaco di Cazzago - Da un’amministrazione di centro-sinistra ci si aspetterebbe rispetto e tutela dei lavoratori, che invece verranno vessati economicamente».

«Vengono colpiti i pendolari che oltre a pagare l’abbonamento a treno e metropolitana si troveranno a sostenere una spesa ulteriore per il parcheggio. Senza contare i disagi che già patiscono per il tempo perso nei trasferimenti e per il servizio offerto da Trenord non certo eccellente – continua Nicora, a cui non piace neppure il piano dei parcheggi periferici - L’ipotesi di utilizzare parcheggi Park&Bus come quello della Schiranna presenta notevoli criticità: chi, per esempio, volesse usufruire di questo parcheggio per andare al lavoro in centro dovrebbe mettere in conto di perdere almeno 50 minuti ogni giorno per i trasferimenti. Non sono previste al momento corse aggiuntive dei bus che in determinati orari sono strapieni. Non c’è alcun cenno alla sicurezza di questi parcheggi. Quello della Schiranna è da sempre ritenuto poco sicuro visti i numerosi furti compiuti contro le auto degli utenti della ciclabile. Pensiamo a una donna sola che termina il lavoro in centro alle 19.30 e col buio, d’inverno, deve recarsi in questo parcheggio. Io non lascerei che mia moglie o miei figli ne usufruissero. La zona della Schiranna, inoltre, già sopporta traffico durante i weekend e durante manifestazioni come la Fiera o il Luna Park».

Fino alla conclusione: «l’idea di parcheggi scambiatori ha senso in grandi città dove l’offerta del servizio pubblico integrato propone bus-tram-metropolitane con frequenze di passaggio interessanti e utili. Non certo a Varese».


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