Maroni contro Alfieri alle prossime regionali? L’ipotesi di una sfida tutta targata Varese
Roberto Maroni (Foto by Archivio)

Maroni contro Alfieri alle prossime regionali? L’ipotesi di una sfida tutta targata Varese

Scontata la ricandidatura del presidente uscente, nel Pd ci sono anche Maurizio Martina e Giorgio Gori

E se alle prossime elezioni regionali la sfida per Palazzo Lombardia fosse tutta varesina? Ormai scontata la ricandidatura di Roberto Maroni per il centrodestra, nel Pd uno dei nomi più autorevoli in corsa in caso di primarie rimane quello di Alessandro Alfieri.

Di certo, per ora, sembra esserci solo il fatto che l’ipotesi di elezioni anticipate in autunno sia tramontata, così la legislatura regionale dovrebbe giungere a scadenza naturale, nel 2018. Al di là della battuta, più volte ripetuta, sul fatto di «doversi ricandidare per un secondo mandato» per completare le opere avviate - l’ultima volta l’ha detta a Morazzone alla firma dell’accordo di programma per la Casa Macchi del Fai - la corsa per la riconferma del governatore in carica Roberto Maroni non è mai stata veramente in discussione, anche se ogni tanto il suo nome viene associato ad un ritorno a Roma e per palazzo Lombardia sono note le mire di Forza Italia che vorrebbe insediare Mariastella Gelmini. Ma ad oggi non ci sono alternative al “bis” di Maroni, alla guida di un centrodestra unito, da Fratelli d’Italia a Lombardia Popolare (le trattative in corso per i ballottaggi vengono interpretate dai centristi come una sorta di “assicurazione” rispetto al fatto che l’anno prossimo il segretario federale leghista Matteo Salvini non possa mettere in dubbio la permanenza degli alfaniani nella coalizione di centrodestra), sull’onda del referendum sull’autonomia del 22 ottobre. Non è casuale l’emblematica fotografia del comitato per il Sì al referendum, in cui si rivedono anime disperse del centrodestra («ma chi cogliesse un significato politico sbaglierebbe» la precisazione del gruppo provinciale di Esperienza Civica).

Sul fronte del centrosinistra, le grandi manovre per le elezioni regionali sono iniziate. Venerdì il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri ha riunito il tavolo di coalizione, che si rivedrà dopo i ballottaggi, mentre nel weekend decine di volontari del Pd lombardo sono scesi nelle piazze con i gazebo per incontrare i cittadini e raccogliere le loro idee con un questionario. «Vogliamo costruire la nostra proposta per la Lombardia nella maniera più capillare e partecipata possibile - spiega il segretario regionale Alessandro Alfieri - per vincere le elezioni regionali abbiamo bisogno del contributo di tutti. Maroni ha vissuto di rendita in questi anni, mentre la Lombardia deve accelerare per stare al passo con le regioni europee più dinamiche». Ascolto, ma anche mobilitazione per coinvolgere chiunque voglia ad impegnarsi più attivamente nella prossima campagna elettorale. Il modello è quello dei volontari che nel 2016, soprattutto con il porta a porta, hanno fatto la differenza alle elezioni di Milano e Varese. Chi sarà il candidato a sfidare Maroni? In corsa c’è, da sempre, anche lo stesso Alessandro Alfieri. Lui si tira indietro: «Io faccio il regista - ha dichiarato nei giorni scorsi - sono il segretario del principale partito, devo mettere in condizione il centrosinistra di vincere le prossime elezioni. Ho già tanto da fare con questo ruolo». Ma la sua candidatura, specie se si sceglierà la strada delle primarie, non è ancora tramontata. La decisione arriverà subito dopo i ballottaggi delle amministrative: se si dovesse trovare la quadra su un nome autorevole (si parla del ministro Maurizio Martina e del sindaco di Bergamo Giorgio Gori) accettato da tutti, sarà subito campagna elettorale, altrimenti in caso di primarie anche Alfieri potrebbe scendere in campo. E Varese può sognare di diventare la città che comanda la Lombardia.

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