Ombre di nazismo, il coro che si alza è unanime: «Noi per fortuna abbiamo il coraggio di dire no»
Martedì il sequestro di materiale a Do.Ra., ieri le parole di Limido al nostro giornale, oggi le reazioni dei democratici

Ombre di nazismo, il coro che si alza è unanime: «Noi per fortuna abbiamo il coraggio di dire no»

Dopo le dichiarazioni del presidente di Do.Ra., in campo l’Osservatorio Democratico ed esponenti Pd

VARESE - «Sì, sono fascista. Ricostituire il partito di Mussolini? Un sogno. Purtroppo non abbiamo la forza». Così ha detto l’altro ieri Alessandro Limido, presidente della Comunità dei Dodici Raggi dopo che la procura di Busto Arsizio lo ha indagato, al termine di un’inchiesta durata quasi un anno e mezzo, sequestrando la sede dei Do.Ra. a Caidate.

«Se loro non hanno la forza, per fortuna, noi abbiamo il coraggio di dire no. Di rifiutare questa deriva fascista». La provincia di Varese dice no: è una levata di scudi contro il pericolo che si possa far sognare che in Italia torni il periodo più buio della nostra storia. E la parola spetta, innanzi tutto, all’Osservatorio democratico, da anni impegnato contro le nuove militanze della destra estrema sul nostro territorio. Furono i primi, cinque anni fa, a segnalare quanto stava accadendo. «Noi per primi già dalla loro costituzione, nel novembre 2012, abbiamo costantemente monitorato questa realtà quando nessuno ne aveva colto per tempo la pericolosità – si legge nella nota dell’associazione - Come osservatorio continueremo ovviamente con questo nostro impegno per difendere la nostra costituzione, nel rispetto di chi con la lotta partigiana ci ha donato la libertà».

«Democrazia nel loro mirino»

Nella nota si cita direttamente l’intervista che Limido ha rilasciato l’altro ieri al nostro giornale. «A maggior ragione, dopo questa intervista, Limido dovrebbe essere perseguito anche per la legge Mancino e, quindi, per discriminazione all’odio razziale, etnico e religioso, per un’apologia aperta del nazionalsocialismo – si legge nella nota - Comunque è evidente il profilo eversivo dell’associazione che ha come obiettivo strategico rovesciare le istituzioni democratiche. Oltretutto conferma la volontà di voler riorganizzare il partito fascista, semplicemente prende solo atto di non aver attualmente le forze, confermando così le accuse a lui poste. Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Paolo Berizzi che da anni da forza sul suo giornale alle nostre continue denuncie».

«Intervenga la magistratura»

Le minacce rivolte al collega Berizzi rientrano nel capo di imputazione contestato ai Do.Ra. A dire no con forza, in difesa del territorio in particolare e della democrazia in generale, c’è il segretario provinciale del Pd Samuele Astuti.

«Trovo assolutamente vergognose e sconcertanti le dichiarazioni di Limido. Auspico un intervento immediato della magistratura perché non si può permettere la diffusione di un’ideologia malata che rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia del nostro Paese, che ha provocato distruzione e morte e che ha sulla coscienza anche la vergogna delle leggi razziali. È compito di tutta la comunità che si riconosce nei valori della democrazia e della Costituzione Repubblicana reagire con forza a queste inaccettabili affermazioni. Auspico, in questo senso, una presa di posizione chiara e netta da parte di tutte le forze politiche», dice Astuti.

«Un folle programma»

E a chiedere un ulteriore intervento della magistratura è anche Emanuele Fiano, deputato Dem e responsabile della Sicurezza Pd: «Il leader dell’organizzazione nazifascista i Dodici Raggi, Do.Ra, Alessandro Limido, torna in una intervista alla Provincia di Varese a ribadire non velate minacce al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, esponendo il suo folle programma di ricostituire un partito che si ispiri ai valori del nazismo. Evidentemente è la sua risposta al provvedimento di sequestro della loro sede. Sono certo che la magistratura non potrà in alcun modo evitare di intervenire», dice Fiano in una nota.

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