Pedonalizzare piace. E fa centro

Pedonalizzare piace. E fa centro

I commercianti del cuore varesino sono favorevoli e pronti a realizzare iniziative con il Comune

Più eventi e, perché no, aumentare le strade chiuse al traffico. Anche i commercianti vogliono cambiare mentalità e non solo sposano l’ampliamento dell’area pedonale del centro, proposta dal Comune e portata avanti in via sperimentale nelle sere dei fine settimana di giugno. Di più: si candidano a diventare alleati dell’amministrazione comunale per la buona riuscita dell’iniziativa, purché ci sia da parte di Palazzo Estense disponibilità ad ascoltare, collaborare e correggere il tiro dov’è necessario.

«Allargare il centro pedonale può essere una buona idea per rendere più vivibile la città, per tutti, anche per i residenti – afferma Antonella Zambelli, del Fipe (Federazione italiana pubblici esercenti) di Varese – Per farlo però serve prendere atto delle criticità emerse in questi primi due fine settimana e correggere il tiro».

Il primo weekend la maggior parte delle persone si è fatta sorprendere dalla novità e i disagi sono stati maggiori, soprattutto per automobilisti «e di riflesso per i residenti che si sono sorbiti clacson e traffico», ricorda la Zambelli che dal banco della Brasiliana segnala le criticità soprattutto in via Manzoni. «Forse potrebbe avere più senso chiudere tutto il centro all’interno del cosiddetto ring (vie Staurenghi-Verdi-Copelli-Bizzozero, ndr), in modo da evitare gli ingorghi generati dall’effetto imbuto in strade non pensate per lo scorrimento veloce». Altro appunto riguarda l’allestimento della nuova area sosta dietro il teatro tenda «troppo a ridosso di case e ristoranti – fa notare la Zambelli – basterebbe una rete ombreggiante per evitare il fastidio dei fari accesi delle auto».

Fondamentale per la categoria sono poi gli eventi da promuovere nell’area pedonale per attirare le persone. Non legare la pedonalizzazione ai singoli eventi, che genererebbe caos, ma decisa la pedonalizzazione nelle sere estive di venerdì e sabato, promuovere eventi in quelle date. «Su questo fronte molti commercianti sono pronti a fare la loro parte per arricchire il menù delle proposte», assicura Paolo Ambrosetti dell’omonima valigeria e portavoce del comitato Diamoci una mano Varesini. Altri commercianti fanno più resistenza «convinti che la clientela arrivi solo se può parcheggiare l’auto davanti al negozio – ammette – ma per cambiare mentalità serve tempo e criticare le novità invece di sostenerle purtroppo all’inizio è più semplice». Certo, la conformazione di Varese, paesotto divenuto città già in epoca d’automobile non aiuta. «Ma le persone ci sono, sono interessate a vivere meglio la città e noi vogliamo fare la nostra parte, serve collaborazione da parte del Comune ad esempio per snellire burocrazia o evitare di pagare l’occupazione suolo pubblico sulla proposta di eventi», propone Ambrosetti sottolineando su questo fronte la «grande disponibilità al dialogo dimostrata dall’assessore Perusin e dall’amministrazione comunale».

«Per organizzare bene degli eventi bisogna partire con mesi di anticipo – aggiunge Graziano Centomo, portavoce dei commercianti della via Sacco – Iniziare è sempre difficile, ma ampliare l’area pedonale è la via giusta e riusciremo senz’altro a proporre qualche iniziativa anche noi nelle prossime settimane».


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