Processo Binda, nuova udienza. In aula gli ultimi testi dell’accusa
Lidia Macchi, uccisa con 29 coltellate tra il 5 e il 6 gennaio 1987 (Foto by Archivio)

Processo Binda, nuova udienza. In aula gli ultimi testi dell’accusa

Poi ci sarà uno stop fino al 18 dicembre in attesa delle perizie scientifiche

Omicidio Macchi: oggi in aula gli ultimi testi dell’accusa.

Il processo che vede Stefano Binda, 50 anni, di Brebbia, ex compagno di liceo di Lidia Macchi studentessa di 20 anni uccisa con 29 coltellate nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 1987, sul banco degli imputati davanti alla Corte d’Assise presieduta da Orazio Muscato, si fermerà poi sino al 21 novembre.

Quindi nuovo stop sino al 18 dicembre quando i periti depositeranno gli esiti delle analisi scientifiche eseguite sulla salma di Lidia.

Binda fu arrestato 29 anni dopo l’efferato omicidio, il 15 gennaio 1987, si è sempre dichiarato innocente. Oggi, tra i testi, sarà ascoltata anche Paola Bonari, l’amica ricoverata all’ospedale di Cittiglio perché coinvolta in un incidente stradale, che Lidia andò a trovare nel tardo pomeriggio del 5 gennaio.

Avrebbe dovuto rincasare per cena. La giovane fu ritrovata cadavere il 7 gennaio 1987 al limitare dei boschi del Sass Pinì di Cittiglio. Bonari era già stata sentita in sede di incidente probatorio: Sergio Martelli e Patrizia Esposito, difensori di Binda, potrebbero dunque non poterla ascoltare su quanto già riferito in quella sede.

Oggi la Corte dovrebbe inoltre decidere se accogliere la richiesta dei difensori di ascoltare Piergiorgio Vittorini, avvocato bresciano che ha dichiarato di rappresentare il vero autore dell’anonimo In morte di un’amica, missiva oscura recapitata a casa Macchi il 10 agosto del 1987 giorno dei funerali di Lidia, che l’accusa attribuisce a Binda, senza che il legale infranga il segreto professionale.

Senza dunque rivelare il nome della persona che rappresenta. La Corte aveva già chiarito il punto con un’ordinanza il giorno dell’audizione di Vittorini, possibile rigetti la richiesta.

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