Scoprire i misteri
La Varese Nascosta e il Gruppo Speleologico Prealpino (Foto by Archivio)

Scoprire i misteri

Grande successo per la prima escursione al rifugio antiaereo di viale dei Mille a Biumo Inferiore. Protagonisti l’associazione La Varese Nascosta e il Gruppo Speleologico Prealpino, che organizza le visite

Una testimonianza importante della storia varesina.

In un periodo tragico, come quello della guerra. Che oggi, ben conservato, offre la possibilità di scoprire i segreti del sottosuolo della nostra città.

E anche di apprendere come in quei tremendi giorni, durante il conflitto bellico, si vivesse, con la paura costante dei bombardamenti e la necessità di rifugiarsi.

Il rifugio antiaereo di Biumo Inferiore è stato al centro di un “viaggio esplorativo”, svoltosi nella mattinata di ieri, organizzato da “La Varese Nascosta” e dal “Gruppo Speleologico Prealpino”.

Quest’ultimo è un’importantissima realtà varesina, formata da volontari, che si occupa di ricercare, esplorare e studiare le cavità naturali e non solo, sul territorio del Varesotto.

Il rifugio di Biumo, posizionato vicino a viale dei Mille, è il più lungo di tutta la Città Giardino, con i suoi oltre 200 metri, un percorso dotato di infermerie e bagni, per offrire soccorso ed ospitare le persone durante i bombardamenti.

Ieri il Gruppo Speleologico ha portato in visita un centinaio di persone, divise in quattro gruppi, aderenti a La Varese Nascosta. Il rifugio venne realizzato nel 1944 a seguito dei bombardamenti inglesi aventi lo scopo di distruggere l’Aermacchi, importante fabbrica di aeromobili situata in Varese.

La particolarità di questa struttura è il tipo di costruzione, realizzata in mattoni anziché in cemento, a differenza di tutti gli altri tunnel. Inoltre nelle zone più interne l’infiltrazione d’acqua e lo stillicidio, uniti al buio e l’umidità, hanno favorito la formazione di numerosissime concrezioni spaghettiformi, una vera e propria “foresta” di candidi steli lunghi in alcuni casi quasi due metri.

Quello dei rifugi antiaereo, se sfruttato bene, può essere uno strumento per rilanciare il turismo varesino, come hanno sottolineato i vertici de La Varese Nascosta.

Erano presenti per l’associazione Luigi Manco, Natalia Rovera, Paola Molinari. Mentre per il Gruppo Speleologico Guglielmo Ronaghi, Barbara Giuliani, Andrea Triggiani e Donatella Vergobbi., organizzatori delle visite.

L’associazione

«Il Gruppo Speleologico Prealpino è una libera Associazione, istituita il 4 marzo 2002 ad Arcisate, su iniziativa di Guglielmo Ronaghi - si legge nella presentazione - già fondatore, il 13 giugno del 1982, dello Speleo Club Valceresio. Il sodalizio è destinato a promuovere la ricerca, l’esplorazione e lo studio delle cavità naturali presenti sui monti della Valceresio, sul monte Campo dei Fiori e presso altre importanti aree carsiche del varesotto. L’attività condotta dal Gruppo Speleologico Prealpino si sviluppa attraverso programmi stabiliti dalle Assemblee dei propri associati, suddividendosi essenzialmente in due settori:attività di ricerca e di esplorazione e attività divulgativa, educativa e culturale». Maggiori informazioni sul sito www.speleoprealpino.it .

La storia della speleologia

«L’attività speleologica in provincia di Varese vanta una tradizione ormai secolare, poiché già dai primi del Novecento vennero organizzate spedizioni allo scopo di esplorare alcune tra le cavità naturali che hanno fatto storia, come la grotta Marelli, la grotta Remeron e l’Abisso della Scondurava, tutte ubicate sul monte Campo dei Fiori.

Nel dopoguerra la ripresa delle ricerche ha quindi portato all’individuazione di molte altre grotte, anche se dagli anni Settanta in poi, con l’avvento di nuove tecniche, ovvero l’utilizzo delle corde e delle attrezzature specifiche per la progressione in sicurezza su di esse, l’evoluzione è stata rapida e con essa i risultati esplorativi; centinaia di grotte scoperte ed esplorate sulle principali aree carsiche del varesotto, ovvero il monte Campo dei Fiori, la Valceresio, la Valganna e la Valcuvia».

Con La Varese Nascosta

La visita di ieri è stata solo il primo passo di una collaborazione che diventerà sempre più proficua.

Il Gruppo Speleologico Prealpino e La Varese Nascosta daranno il via ad una serie di iniziative congiunte, per coinvolgere sempre più varesini nella scoperta dei “segreti” del territorio e nel recupero della storia locale.

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