Si lotta con forza per La Quiete. Tutti a fianco dei lavoratori
L’assemblea permanente all’interno della struttura (Foto by archivio)

Si lotta con forza per La Quiete. Tutti a fianco dei lavoratori

Il convegno sull’Osteoporosi verrà ospitato dal Comune di Varese. Prosegue l’assemblea permanente

Occupazione in clinica: il Comune di Varese pronto a mettere a disposizione uno spazio per ospitare il convegno Osteoporosi programmato per le 21 di venerdì e promosso dal direttore sanitario de La Quiete Mario Cecchetti. Il convegno (50 i posti disponibili quasi completamente esauriti) avrebbe dovuto svolgersi nella struttura di via Dante. L’ufficiale giudiziario che alle 15 dell’altro ieri ha eseguito l’accesso alla struttura sotto sfratto esecutivo e “occupata” dai 63 dipendenti che continuano a svolgere la loro normale attività offrendo esami gratuiti nel loro tempo libero (i posti disponibili per essere sottoposti ai controlli sono andati esauriti in poche ore prova della fiducia che i varesini hanno nella storica struttura sanitaria oggi a rischio chiusura) ha chiesto (e ottenuto) al termine di un incontro tra le parti che il convegno fosse spostato ad altra sede. I lavoratori hanno accettato la condizione evitando il muro contro muro e scegliendo la strada della correttezza e dell’impegno mantenuto anche dopo che Sandro Polita, a capo del gruppo Ansafin nel cui fallimento la clinica è coinvolta, in una nota stampa firmata dal suo legale rappresentante e diffusa ai media ha fatto sapere che l’intimazione dello spostamento dell’incontro ad altra sede era frutto di una sua diffida nei confronti di Cecchetti nell’ospitare l’evento nella clinica sotto sfratto. «Il convegno si farà comunque – spiegano i rappresentanti sindacali – il Comune è disponibile a mettere a disposizione uno spazio. Domani (oggi per chi legge) in mattinata ci comunicheranno quale spazio sarà destinato al convegno. Uno spazio che se più ampio di quello disponibile in clinica permetterà di raccogliere altre adesioni». Cecchetti potrebbe non essere tra i relatori, come stabilito, in seguito alla diffida in particolare nel rispetto del ruolo e delle competenze dell’ufficiale giudiziario. Lo sfratto, che avrebbe essere dovuto eseguito entro il 9 gennaio, è stato posticipato al prossimo 20 gennaio. I lavoratori, sostenuti da Regione Lombardia e Comune di Varese, da tutte le forze politiche nessuna esclusa e soprattutto dai varesini, continuano con l’assemblea permanente riunitasi alle 21 di domenica scorsa. La lunga battaglia prosegue. I dipendenti lottano per il posto di lavoro ma anche per mantenere a Varese una storica struttura sanitaria definita un’eccellenza da tutti.

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