«Siamo una piccola e molto unita comunità che ha sempre creduto nella scuola pubblica»
Il cartello di saluto affisso sabato fuori dalla scuola (Foto by Archivio)

«Siamo una piccola e molto unita comunità che ha sempre creduto nella scuola pubblica»

Un’insegnante della Canziani di Varese ha inviato le sue riflessioni dopo la notizia della chiusura del plesso

Al Gentilissimo Sindaco Dott. Davide Galimberti, all’Assessore ai Servizi educativi Dott.ssa Di Maggio , alla Dirigente dell’Istituto comprensivo Varese 2 Dott.ssa Politi , all’Associazione genitori “ Mia Canziani”, ai genitori e agli alunni della scuola Canziani e a tutte le colleghe.

Sono un’insegnante della scuola Canziani e ci terrei, ora che si è spento il clamore dei riflettori sulla vicenda della sua chiusura, a portare una mia riflessione personale su quanto è accaduto.

Pochi giorni fa, come un fulmine a ciel sereno, abbiamo saputo che la nostra scuola sarebbe stata chiusa perché inagibile per motivi di sicurezza.

Ci tenevo ad esprimere, dopo la prima reazione di incredulità, quanta tristezza e amarezza ha portato in me questa notizia. In questi giorni mi sono trovata con alcune colleghe a preparare gli scatoloni per quello che sarà, forse, il nostro definitivo trasloco. Non è facile spiegare a chi non ha lavorato per tanti anni con gioia, passione, dedizione e impegno nella scuola cosa questo abbia significato. In ciascuna di quelle scatole non c’erano solo libri o materiale didattico ma c’era un pezzetto di cuore, i ricordi, le delusioni e le conquiste quotidiane che hanno contraddistinto il nostro gruppo di lavoro per anni.

Ci si abitua a tutto, in fondo che sarà mai una scuola che chiude. Per me che ci ho lavorato per tanti anni è molto di più. Ciò che si sta perdendo è il senso di una piccola comunità fatta di insegnanti, personale, alunni e genitori che hanno sempre fermamente creduto nella scuola pubblica, che accoglie e educa con la consapevolezza di costruire il futuro dei nostri figli che sono stati accolti, ogni singolo giorno, con il sorriso e la voglia di mettersi in gioco.

Abbiamo vissuto questa scuola, portando avanti negli anni molti progetti motivati certo dalla passione che ognuno di noi ha messo nel “fare scuola”, ma aiutati da un contesto speciale nel quale tutti hanno potuto godere di ambienti a loro misura e di una finestra aperta sul mondo.

Oggi si parla moltissimo dell’importanza dell’ambiente di apprendimento, si ritiene necessario un graduale ripensamento degli spazi e dei luoghi che preveda soluzioni flessibili, polifunzionali, modulari e facilmente configurabili in base all’attività svolta, e in grado di soddisfare contesti sempre diversi. Nella nostra piccola scuola a questo si era dato negli anni sempre più valore, anche grazie a un gruppo di genitori che si è speso moltissimo (e non solo in termini di tempo) per aiutarci su questa strada. Si trattava di un valore aggiunto che non rendeva certo la nostra scuola migliore delle altre, ma contribuiva a farne un luogo speciale e accogliente.

Scuola “green”, collaborazioni con l’Università per progetti di carattere ambientale, uso delle nuove tecnologie, apertura all’Europa con progetti di rilevanza europea, didattica innovativa, grande attenzione ai bisogni educativi di alunni e alunne, integrazione: questo e altro è stata la Canziani negli anni. Ricordo la frase di una mia alunna, dopo l’esperienza vissuta durante l’accoglienza dei partner provenienti dalla Turchia nell’ambito del progetto Erasmus, che diceva così: “Nella nostra piccola scuola è stato abbattuto un muro, quello della diversità, buttato giù scoprendo le usanze di ogni paese”. Insegno da molti anni e in questo percorso mi sono spesso scontrata con la realtà della scuola italiana che ci ha messo di fronte a molti cambiamenti: li ho accettati e metabolizzati, ho vissuto la pesantezza della burocrazia, ho messo in campo tutta la mia buona volontà nella certezza che la cosa più importante fosse il benessere delle bambine e dei bambini che ci venivano affidati. In questo momento, però, sento davvero la complessità e la difficoltà del nostro lavoro.

Voglio esprimere la mia gratitudine all’Amministrazione comunale che, in un momento di emergenza, ha messo in campo insieme alla Dirigente del nostro Istituto tutte le risorse possibili per venire incontro agli alunni e alle loro famiglie. Ringrazio anche per il grande senso di accoglienza le colleghe della scuola San Giovanni Bosco che ci ospiterà a settembre e, soprattutto, genitori che hanno accettato con grande compostezza la notizia loro comunicata il 7 luglio .In questo momento vorrei però, come recita il motto del nostro Istituto “guardare oltre” e credere che da questo cambiamento possa nascere un’opportunità. “I have a dream”, del resto sono sempre stata una sognatrice, ho il sogno di veder rinascere una scuola nuova dalle ceneri della Canziani, una scuola pubblica che possa essere un modello dal punto di vista organizzativo e didattico, dove davvero si coltivi il desiderio di offrire ai cittadini di Varese una ambiente a loro misura. Aule accoglienti e colorate, spazi di condivisione dove si possa lavorare in maniera collaborativa, laboratori dove sperimentare, un giardino luogo di svago e conoscenza della natura, aule di informatica e dotazioni tecnologiche all’avanguardia, palestra e biblioteca dove trascorrere momenti di crescita in compagnia dello sport e dei libri e all’avanguardia dal punto di vista dell’efficienza energetica.

Una scuola che faccia riferimento ai sette punti del manifesto del movimento delle “Avanguardie innovative” che in estrema sintesi sostengono un ripensamento e una trasformazione del modello di scuola a cui siamo abituati.

Certo, in questo momento bisogna anche pensare a settembre che è già quasi alle porte, ma non mi voglio rassegnare e spero che chi crede veramente nei valori dell’educazione prenda a cuore questa sfida e la porti avanti, investendo sul “capitale umano” che ci viene affidato risorse, energie e buona volontà per dare ai cittadini e alle cittadine di domani quelle, usando un termine inglese, “life-skills” ovvero competenze di vita che devono essere una priorità anche per la scuola pubblica .

Canziani arrivederci, io ci sarò.

Varese, 13 luglio 2017

Insegnante scuola primaria “E. Canziani”

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